Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale

Sono quattro appuntamenti destinati a far parlare di sé le presentazioni del libro Comprendere il caos siriano – Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale di Randa Kassis e Alexandre del Valle in programma a Firenze, Milano, Roma e Jesi fra il 29 marzo e il 1° aprile.

Prima di tutto per la particolarità dei due autori. Randa Kassis, oltre a essere scrittrice e antropologa, è stata la fondatrice del Movimento per una società pluralista e una componente del Consiglio nazionale siriano, da cui è uscita a causa dell’influenza delle componenti islamiste eterodirette. Alexandre del Valle, studioso/insegnante e giornalista, ha pubblicato diversi libri sull’islamismo radicale, il terrorismo islamico e la cristianofobia. Ma soprattutto per l’argomento, di stretta attualità: «La Siria è diventata l’epicentro di un conflitto globalizzato che oppone da una parte i democratici alle dittature nazionaliste e ai fondamentalisti islamisti, e dall’altra l’asse sciita – fra cui il regime di Bashar al-Assad, Hezbollah e l’Iran- a quello sunnita, sempre più totalitario», si legge nella presentazione del libro, già recensito dai quotidiani Il giornale e Libero. «Di quest’ultimo è parte il neo-califfato, lanciato all’assalto del mondo intero».

Nelle loro pagine, «aggirando le trappole del manicheismo e del moralismo, Randa Kassis e Alexandre del Valle offrono un’analisi storica e sociale del caos siriano, dimostrano che l’Occidente ha sbagliato nel promuovere la “primavera araba” rapidamente trasformatasi in un “inverno islamista”», continua la prefazione, «e propongono soluzioni per una transizione siriana e la pace basate sul pragmatismo e sul dialogo politico».

«Nessuna soluzione potrà mai trovarsi in Siria escludendo dalla concertazione la Russia, l’Iran e lo stesso regime di Damasco, il quale non è solo “parte del problema” ma anche “della soluzione” », aggiungono la Kassis e del Valle, intervistati sul tema in più di una occasione da Corriere.it, Il foglio, Huffington Post Italia e La verità. «Il principale errore strategico dell’Occidente consiste nel rifiutarsi di individuare il vero e principale nemico nel totalitarismo islamista».
Un nemico «che ci fa guerra sia col terrorismo, il jihad globale, sia attraverso un proselitismo neo-imperiale sponsorizzato dagli “strani amici” sunniti del Golfo», aggiungono gli autori. «Tale azione di «conversione» trasforma le comunità islamiche d’Europa in una quinta colonna che crea seri problemi di sicurezza. Per troppi decenni, del resto, si è consentito agli islamisti radicali di penetrare nelle nostre società, indebolite dal politicamente corretto e da un suicida senso di colpa».

Gli appuntamenti sono fissati

all’hotel Brunelleschi di Firenze, mercoledì 29, alle 17.30,

alla sala “Gonfalone” della sede del Palazzo Pirelli a Milano, giovedì 30, alle 17.30,

al centro culturale “Averroè” di Roma, venerdì 31, alle 17.30, e

al Palazzo dei Convegni di Jesi, sabato 1 aprile, alle 17.30.



   

 

 

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