L’INAIL e la tutela della salute dei propri dipendenti

Riceviamo e pubblichiamo

Imola – Lavoro a Imola e sono un dipendente dell’INAIL che, crede, di lavorare correttamente con particolare attenzione – mi occupo di URP – all’Utenza esterna, svolgo anche attività sindacale con molto impegno senza mai chiedere favori e cercando di tutelare i diritti dei lavoratori a prescindere se iscritti i meno al mio sindacato, forse è per queste ragioni che risulto “poco simpatico” alla mia Amministrazione.

E’ vergognoso che l’INAIL, Ente che assiste i lavoratori infortunati, che destina oltre 276 milioni di euro alle aziende che investono in sicurezza e che sostiene – con fondi – le aziende che favoriscono il reinserimento al lavoro di soggetti infortunati ai quali riadattano le postazione di lavoro, non fornisca al proprio dipendente una sedia ergonomica prescritta dal Medico Competente dell’Istituto.

La prescrizione del medico competente è stata fatta a dicembre 2015, ad oggi 28 febbraio 2017 la sedia ergonomica non è stata ancora consegnata.

Inoltre, sembra che per le mie cure riabilitative previste dalla Normativa per chi subisce un infortunio e al quale viene riconosciuto un danno biologico, sia intervenuta la Direzione regionale ed hanno bloccato la richiesta aspettando chissà chi.

Dal 2008 – anno dell’infortunio – al 2015 non ne ho mai usufruito e adesso che, dopo l’intervento, mi vengono prescritti da un ortopedico e consigliati dallo stesso medico dell’INAIL fanno “ostruzionismo” e la richiesta è ferma dal 17 febbraio, mentre per altri dipendenti è sempre “filato liscio”.

Antonino Caracappa



   

 

 

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