Commercio, chiudono i negozi e aumentano gli ambulanti

Chiudono i negozi nei centri storici delle città italiane, mentre aumentano, in particolare al Sud, gli ambulanti nella categoria della ristorazione, ovvero alberghi, bar e ristoranti. E’ la fotografia di Confcommercio sulle attività commerciali nei centri storici e nelle periferie di 40 città italiane, escluse le più grandi come Roma, Milano e Napoli. ”La riduzione dei negozi nei centri storici delle nostre città riduce la qualità delle vita. Senza i negozi non c’è socialità, bellezza e sicurezza. E’ un problema grave perché le città sono una risorsa di inestimabile valore per tutti’‘, è la sintesi del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Nel periodo 2008-2016 i negozi del commercio al dettaglio sono scesi del 13,2%, mentre il commercio ambulante è cresciuto dell’11,3%. Il settore della ristorazione -alberghi, bar e ristoranti- cresce del 10,2%. In particolare i negozi nei centri storici sono scesi del 14,9%, mentre fuori dai centri storici calano del 12,4%. Il commercio ambulante nei centri storici è aumentato del 36,3% e del 5,1% nelle periferie.

Le categorie merceologiche in crescita nei centri storici sono quelle della telefonia e computer +13,4% e farmacie +5,8%, mentre calano del 23,4% libri e giocattoli e del 16,4% vestiario e tessili. (segue)

”I dati indicano una scomparsa dai centri storici delle città dei negozi di libri e giocattoli e di abbigliamento -spiega Mariano Bella, direttore ufficio studi Confcommercio- mentre arrivano gli ambulanti. E’ un fenomeno che ha raggiunge picchi preoccupanti al Sud, con una crescita del 280% a Palermo. In otto anni a Palermo gli ambulanti si sono moltiplicati per quattro. E’ una trasformazione che deve far riflettere, perchè alla chiusura di un negozio del centro storico non c’è una riapertura in periferia. Insomma è una perdita secca”.

Bella, poi, sottolinea che la chiusura dei negozi nei centri storici è dovuta a diversi fattori: ”L’incremento dell’età media della popolazione che consuma meno e quindi scoraggia la permanenza del negozieo nel centro storico. In più il ciclo economico negativo ha un impatto più significativo nei centri storici che altrove. Infine la sopravvivenza del negozio nel centro storico dipende anche dal livello dei canoni di affitto e, in particolare, dal rapporto tra canoni nel centro e in periferia: ogni 10% di incremento di questo rapporto comporta, a parità di altre condizioni, una riduzione dell’8% dei negozi del centro: 630 chiusure su 3.470 nel periodo 2008-2016 sono spiegate da questo fenomeno, oltre il 18%”. ADNKRONOS



   

 

 

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