Roma: il M5s impone alle chiese la tassa sulle processioni

Unʼiniziativa del IV Municipio, amministrato dai Cinque Stelle, che invita le 18 chiese del territorio a compilare un modulo e pagare unʼistruttoria pari a 86 euro

“Alla fine ci farete pagare anche un’Ave Maria”. E’ questa la reazione di Don Fabrizio Biffi contro l’iniziativa del IV Municipio. Il Parlamentino amministrato dal Movimento Cinque Stelle, come riporta Il Messaggero, ha infatti inviato un fax alle 18 chiese presenti sul territorio invitandole a presentare la domanda per le processioni delle festività pasquali. Il documento, scaricabile dal web, per ottenere l’autorizzazione è quello delle occupazioni del suolo pubblico e prevede una tassa pari a 70 euro con l’aggiunta di 16 euro di bollo.

Parrocchie in rivolta – Le parrocchie del territorio non ci stanno e Don Fabrizio Biffi ha scritto una lettera al presidente del IV Municipio Roberta della Casa per esprimere il suo disappunto. “E’ una richiesta commerciale che mi disturba un po’”, dice il parroco, “legare una processione e tutti i valori che porta ad un discorso commerciale stona. Non mi sembra giusto compilare moduli per esprimere un culto, non credo che per legge si possa fare, non ce l’ho con nessuno ma la processione a queste condizioni non si farà”.

“Arriveremo alla tassa sull’Ave Maria” – Il sacerdote continua la sua lettera in tono ironico: “Magari potreste pensare ad una tassa sulla presenza del Tabernacolo dentro la chiesa, o quella sulla preghiera fatta all’aria aperta, magari una imposta sul fedele che passa per strada e respira. Una bella tassa sul Padre Nostro o sull’Ave Maria”. E poi conclude: “Non facendo processioni certamente ci saranno meno buche. Complimenti a voi ogni giorno ci stupite di più, la saluto a bocca aperta”. (Tgcom24.com)



   

 

 

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