Migranti, Coisp: è una guerra, non sono 4 idioti che tagliano teste. Stanno mettendo su un vero esercito

«Immigrati, la minaccia e l’accoglienza» è il titolo della trasmissione della puntata di Diretta Verona dallo studio di TeleArena. Il sito larena.it riporta le preoccupazioni di Maccari del Coisp, sindacato di polizia

Maccari: «Dobbiamo essere più preoccupati di quello che non vediamo piuttosto di quello che vediamo. È una guerra: c’è molto da fare. È una guerra che per combattere bisogna conoscere. E ci vogliono molte risorse per farlo: servono strumentazioni e uomini. In Italia abbiamo delle eccellenze, come quella della polizia postale. Anche se in questo momento stanno chiudendo una cinquantina di uffici. In proporzione al reale pericolo che c’è adesso e a quello che c’è dietro quel post è una goliardata, una sciocchezza. Dietro c’è una vera guerra: e non sono quattro idioti che tagliano le teste. Stanno mettendo su un vero esercito, abbiamo a che fare con gente intelligente».

LA PERCEZIONE DELLA SICUREZZA

Maccari: «Pochi giorni fa un mio collega è deceduto inseguendo un extracomunitario. È aumentata l’efferratezza dei reati. Il 35 per cento della Polizia di stato è legata a tutto ciò che è legato all’immigrazione. È un esercito sottratto al controllo del territorio. A Verona siamo passati da 5 volanti a 3. Il punto dolente è il controllo del territorio».

GLI SBARCHI

Maccari: «Gli altri paesi europei non accolgono tanti richiedenti asilo come noi. Il 75 per cento di chi sbarca non riusciamo ad identificarlo: perché si rifiutano e vogliono andare in altri posti. Gli altri paesi ce li scaricano: non avete idea delle colonne che si creano dall’Austria e della Francia. Ce li scaraventano letteralmente: se gli trovano uno scontrino italiano, decidono che il posto d’arrivo è l’Italia e ce li mandano. In Sardegna su 973 persone sbarcate ne abbiamo identificati 11, di cui 4 arrestati. Di quelle 973 persone quasi tutte sono sparite. Io spero che quelli che alloggiamo il giorno dopo non ci siano più, altrimenti non abbiamo più il posto dove metterli. E domandiamoci come sono queste persone dal punto di vista sanitario. Abbiamo dovuto aumentare il tempo di permanenza nei Cie perché non sappiamo dove mandare chi va espulso. Abbiamo gente ferma per due-tre anni per sapere se può ottenere lo status di profugo. È un’indecenza. Chi sbarca deve essere identificato al più presto: il problema non va affrontato in maniera ideologica. È uno sciocchezza chiedersi se i terroristi arrivano con il barcone: possono diventarlo anche dopo. Per farvi capire i problemi che abbiamo: abbiamo controllato centinaia di stranieri stasera. Sapete cosa abbiamo fatto con chi era irregolare? 42 fogliettini con l’invito a comparire in questura il giorno dopo…».

 



   

 

 

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