Terrorismo, in Italia 741 operazioni sospette di finanziamento

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Per quanto riguarda le operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale, è stato registrato “un aumento esponenziale di operazioni sospette”: sono state 741 quelle segnalate nel 2016, “con un incremento di sei volte in due anni“. Le cifre sono state fornite da Claudio Clemente, Direttore dell’Uif (Unità di informazione finanziaria) per l’Italia, nel corso del convegno ‘Prevenzione e contrasto ai canali di finanziamento del terrorismo’, svoltosi alla Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza alla presenza del Comandante generale Giorgio Toschi.

Ecco perché, ha aggiunto Clemente, lo sforzo è quello di segnare un ‘cambio di passo’ per affrontare “le nuove sfide di un fenomeno in evoluzione”. In particolare, il 70% delle segnalazioni proveniva da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Non solo persone fisiche, ma spesso anche enti no profit sospettati di finanziare le reti terroristiche. Negli ultimi due anni gli enti di controllo europei hanno scambiato informazioni su 30mila persone. Sotto la lente degli organismi di prevenzione sono finiti bonifici bancari e versamenti verso Paesi arabi, Nord Africa e Somalia.

Le iniziative promosse per la prevenzione e il contrasto dei canali di finanziamento del terrorismo sono state delineate dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi: “Innovative forme di circolarità informativa sul piano preventivo” e, “sul fronte operativo”, nuove “modalità di controllo per rendere più diffusa e sistematica la vigilanza nei confronti degli utilizzatori di canali di pagamento alternativi al sistema bancario, tra i quali, principalmente, i money transfer”.

“Un impegno rafforzato del Corpo – ha aggiunto Toschi, intervenuto al convegno – che trova fondamento e riconoscimento anche nelle direttive impartite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan”.

Nel corso dei lavori, moderati dal Presidente del Cesi (Centro Studi Internazionali) Andrea Margelletti, Toschi ha puntato l’accento sull’”assetto dei compiti e delle funzioni del Corpo, tanto in materia di antiriciclaggio quanto di contrasto al finanziamento del terrorismo. Un complesso di attività che si sviluppa in stretto coordinamento con gli organi deputati alla definizione delle politiche economico – finanziarie e alla gestione del sistema di sicurezza nazionale”.

“Sul piano organizzativo, subito dopo il mio insediamento – ha precisato il Comandante della Gdf – ho avviato i lavori per l’istituzione del GIFT (Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo) nell’ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, manovra completata da ultimo con l’istituzione delle SIFT (Sezioni Investigative Finanziamento al terrorismo) in seno ai Nuclei di Polizia Tributaria di Roma, Milano e Napoli”.

“La situazione sotto il profilo della minaccia terroristica è particolarmente difficile. Non ci deve trarre in inganno la difficoltà militare dello Stato Islamico, che sta perdendo fette consistenti di territorio” ha sottolineato al convegno Lamberto Giannini, presidente del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo. Al contrario, “l’avvicinarsi della sconfitta militare accresce la minaccia per l’Europa e per il nostro territorio”. Oltre al Daesh, “al Qaeda è ancora operativa”. Ecco perchè è necessario “cogliere ogni segnale di radicalizzazione”, ha aggiunto Giannini.

“L’Italia corre rischi notevoli in questa fase storica di ‘iperterrorismo’ globale. L’operatività di un gruppo dipende in maniera decisiva dalle possibilità di finanziarsi“, ha sottolineato Antonio Laudati, della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ma oggi la nuova fisionomia del terrorismo consente anche azioni ‘low cost’: “Ormai anche solo mille euro sono sufficienti per trovare esplosivo e alloggio e commettere un attentato. E’ una sfida culturale che ci obbliga ad agire in tempi brevi e a lavorare soprattutto in chiave preventiva”, ha osservato Laudati..

Per il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti, “tutte le molteplici fonti di finanziamento del terrorismo vanno investigate e monitorate” in un’ottica di “cooperazione internazionale” per una miglior prevenzione del fenomeno. “Il nostro -ha rilevato Matteo Piantedosi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, “è un sistema plurale ma coordinato, un modello che funziona e che non comporta la negazione delle competenze specifiche”. ADNKRONOS



   

 

 

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