Corsi di sci per i “profughi”, scoppia la polemica

UDINE – Diventano un “caso” i corsi di sci che hanno coinvolto alcuni migranti in Alto Friuli. A scatenare la polemica è stato Stefano Mazzolini, responsabile sicurezza della Lega Nord, dopo aver notato alcuni immigrati (pare si tratti di minorenni) che prendevano lezione di sci sulla pista di fondo “Laghetti” a Timau, frazione del paese carnico di Paluzza.

«Con i nostri soldi paghiamo le settimane bianche dei profughi», ha tuonato Mazzolini. «Chi paga corso e noleggio? I contribuenti, la scuola sci o chi li ospita in albergo – si è chiesto il leghista? Nessuno pensa ai nostri bambini, alle famiglie che non arrivano a fine mese e non possono andare sciare».
Gli organizzatori si affrettano a precisare che si tratta di fondi europei (cioé soldi degli italiani che la UE poi ci restituisce ordinandoci come spenderli/gettarli, ndr) e che gli istruttori sono volontari. gazzettino

Per Renato Garibaldi, fondatore e gestore della comunità di accoglienza Bosco di Museis a Cercivento «irriguardosa è l’idea che un minore italiano abbia il diritto di sciare e uno di Kabul no»



   

 

 

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