Grasso: la legislatura duri fino al 2018 per approvare le riforme

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“Credo che i problemi del dopo terremoto confermino l’esigenza di sfruttare questo scorcio di legislatura per sbloccare una serie di misure, a partire dal riordino della Protezione civile. La vita del governo di Paolo Gentiloni non è legata solo alla riforma del sistema elettorale. E come presidente del Senato mi debbo augurare che la legislatura duri fino al 2018 per approvare provvedimenti importanti”.

Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso, in una intervista al Corriere della sera.”Credo – aggiunge Grasso – che questo governo debba lavorare a prescindere dalla riforma elettorale. Il Parlamento si occupi di questo, e approvi una legge condivisa e omogenea per Camera e Senato, come ha chiesto il capo dello Stato. E il governo vada avanti sul resto. Ci sono provvedimenti sospesi e bloccati da mesi. Parlo, e sono solo alcuni esempi, delle modifiche al sistema penale, del delitto di tortura, della concorrenza, del contrasto alla povertà. Bene, si riprendano in mano e vengano approvati. Dobbiamo sfruttare al massimo il tempo residuo della legislatura. Non vorrei che rimanessero ancora fermi, sacrificati sull’altare della legge elettorale” dopo che sono stati bloccati perchè “si temeva che discutendoli la maggioranza si potesse rompere”.

Grasso respinge anche le critiche al cosiddetto ‘governo-fotocopia’: “È vero che l’orchestra ha cambiato pochi elementi. Ma il direttore è diverso, e il direttore vuole dire molto. Gentiloni deve poter lavorare sfruttando al massimo l’anno che ci porta alla fine della legislatura. Nella prospettiva proporzionale servono leader inclini più a cucire che a strappare”. E Gentiloni, che “stimo molto”, ha “grande esperienza e un buon carattere. Lavorerà come capo del governo finché sarà legittimato dal Parlamento e avrà la sua fiducia. Le pressioni per andare alle urne sono più nei retroscena“.

Per quanto riguarda le riforme, ora che il referendum “ha archiviato anche un lessico e un bestiario che definirei discutibili. E ha riabilitato i cosiddetti gufi”, per Grasso bisogna “riprenderle, ma condividendole con l’opposizione. E senza pretendere di risparmiare comunque, a scapito del funzionamento delle istituzioni. Per esempio, si potrebbe in poco tempo rendere omogenea la base elettorale delle due Camere, concedendo anche ai diciottenni il voto per il Senato, in modo da ridurre il rischio di maggioranze diverse tra le Camere”. (askanews)



   

 

 

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