Immigrazione clandestina, arrestato gestore centro profughi del Brennero

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Agenti della Questura di Bolzano hanno arrestato un iracheno di 38 anni e denunciato altre sette persone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine, denominata “Nockel” è stata condotta dalla squadra mobile di Bolzano, dalla Bundespolizei tedesca e del Bundeskriminalamt (BK) di Vienna, sotto la supervisione di EUROPOL ed è stata coordinata dalle Procure di Berlino, Vienna e Bolzano.

L’indagine è iniziata nel mese di luglio dello scorso anno ed ha portato allo smantellamento di un sodalizio criminale, con al vertice due cittadini libanesi, che organizzavano viaggi di stranieri irregolari, in particolare siriani e iracheni, in Germania.

L’indagine coordinata dal Pm Igor Secco ha fatto emergere il ruolo fondamentale di Fadel Firas, (foto) iracheno di 38 anni, operatore di un’associazione di volontariato, punto di riferimento dei libanesi in Italia. Nel corso dell’indagine, sono emersi altri sette soggetti attivamente coinvolti in altri episodi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Fadel Firas è dipendente di una cooperativa che gestisce il centro di accoglienza per i migranti, istituito al Brennero nel 2015, per conto dell’associazione Volontarius.

Mentre Firas agiva con scopo di lucro nell’organizzare i viaggi per i clandestini (incassando 500 euro persona) , i sette denunciati si preoccupavano perlopiù di far avere ai clandestini i biglietti ferroviari necessari per poter proseguire il loro viaggio.

Firas Fadel, è arrivato nel 2001, con uno dei primi barconi che attraversavano il Mediterraneo. Poi è diventato cittadino italiano: vive a Vipiteno con la moglie altoatesina e il loro figlio di due anni. Con gli altri assistenti della onlus Volontarius offre ai profughi qualche indicazione sul viaggio, vestiti usati e un posto caldo per dormire. Naturalmente non gratis visto quanto emerso dopo le indagini che hanno portato al suo arresto.

In quella Intervista Firas Fadel si lamentava per i controlli alle frontiere del Brennero che erano diventati nuovamente attenti. Adesso si capisce il perché di quelle lamentele.

Leggi il seguito su LA VOCE DEL TRENTINO



   

 

 

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