Libertà di stampa: Parla Boldrini. Risponde Manocchia

 

Libertà di stampa: Parla Boldrini. Risponde Armando Manocchia

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Concentreremo tutto il nostro impegno nella battaglia contro le provocazioni, i discorsi di odio, contro la disinformazione del Mainstream e le bufale di regime e dei figli di Soros. È ormai evidente che si tratta di problemi da affrontare con il massimo impegno e la massima urgenza, tanto a livello nazionale che mondiale.

Lo scrive Armando Manocchia direttore di ImolaOggi.it parafrasando e rispondendo al post pubblicato su Facebook dall’incostituzionale presidente della Camera dei Deputati composta da: indagati, imputati, rinviati a giudizio, condannati, ladri e corrotti e ovviamente incostituzionali.

Il presidente abusivo della Camera, in un post su Facebook riportato da ANSA fa un breve bilancio di fine anno sulla sua attività di presidente abusivo della Camera: “Dal canto mio, a Montecitorio, ho istituito una Commissione contro l’hate speech, dedicata a Jo Cox e composta da deputati ed esperti. Così come ho deciso di non soccombere e di denunciare pubblicamente la violenza e le bufale sui social network. Credo infatti, che debba essere rispettato il diritto di tutti i cittadini di essere informati correttamente – e non di essere disinformati – e che debba essere tutelata la dignità di chi utilizza la rete.”

Manocchia fa sapere al presidente abusivo della Camera e ai suoi sodali – anche se a loro non gliene frega una beata mazza – che nonostante abbiano cercato con tutti mezzi leciti e soprattutto illeciti di sovvertite lo Stato Democratico, in questo Paese vige tuttora la Costituzione Italiana e che un Referendum Costituzionale, tra l’altro da loro richiesto, ha avuto la conferma o meglio, l’approvazione, del 60% degli elettori.

La nostra Carta Costituzionale vigila, tutela e garantisce la libertà di parola e di stampa e secondo l’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte: “L’intreccio del dovere del giornalista di informare e del diritto del cittadino di essere informato merita rilevanza e tutela costituzionale se ha come base e come finalità la verità e la sua diffusione. Se manca questa base di lancio, se non c’è verità, ma calcolata e calibrata sua alterazione, finalizzata a disinformare e a creare inesistenti responsabilità…il richiamo a nobili e intangibili principi di libertà è intrinsecamente offensivo per la collettività e storicamente derisorio (Cass. pen. 27.09.2012 n.41249).”

E fin qui non ci piove. Mentre per i casi contrari, il presidente – per ignoranza o per spregio – finge di non sapere che il nostro Ordinamento Giuridico (Ordinamento Giuridico le dice qualcosa?) prevede leggi ad hoc per condannare chi dice e scrive il falso, chi altera o disinforma (esattamente come fa il Mainstream di regime al vostro servizio lautamente pagato, insomma, quelli per cui Renzi voleva il ‘bollino viola’).

Sempre in tema di diffamazione a mezzo stampa, il presidente della Camera non sa o finge di non sapere che “La veridicità dei fatti riportati, la pertinenza della notizia e la continenza di questa costituiscono canoni comparativi che il giudice del merito deve utilizzare per l’accertamento intorno alla sussistenza del diritto di cronaca e di critica e, dunque, intorno alla liceità o meno dell’espressione giornalistica utilizzata (per tutte Cass. 18.10.2005 n.20140).”

Inoltre, il presidente non eletto non sa o finge di non sapere che: “I diritti di cronaca e di critica discendono direttamente dall’art.21 Costituzione (sempre Lei, sempre quella che vi impedisce di portare a termine i vostri progetti criminosi ndr) e non sono riservati solo ai giornalisti o a chi fa informazione professionalmente ma fanno riferimento all’individuo uti civis. Pertanto, chiunque e con qualsiasi mezzo (anche tramite internet), può riferire fatti e manifestare opinioni e chiunque – nei limiti dell’esercizio di tale diritto – può “produrre” critica e cronaca. Nella diffusione a mezzo internet, al fine di valutare il corretto esercizio del diritto di cronaca e critica, il giudice deve accertare il rispetto dei parametri elaborati in materia dalla giurisprudenza, vale dire se l’argomento sia di rilevanza sociale, se sia stata fornita una informazione rispondente alla verità obiettiva e se siano state usate espressioni corrette (Cass. Pen. 25.07.2008 n.31392)

Infine, il presidente abusivo della Camera, non sa o finge di non sapere che la giurisprudenza della Cassazione ha stabilito che, ad integrare gli estremi del reato di diffamazione, basta anche un addebito espresso in forma tale da suscitare il semplice dubbio sulla condotta disonorevole, per esempio un’espressione meramente insinuante (per tutte Cass. 144484/79 e 144485/79); in ulteriori altre sentenze la Cassazione ha asserito che anche i mezzi indiretti e le subdole allusioni possono rappresentare un mezzo idoneo al raggiungimento dell’intento diffamatorio, e per ciò stesso suscettibile di repressione penale (Cass. V Sez. 187192/91).

Quanto sopra, presidente abusivo, è per ribadire che il suo ‘lavoro’, oltre che essere sempre più provocatorio della violenza verbale e della diffamazione, istiga all’odio, e quindi non solo è inutile, ma dannoso. Dannoso come creare l’ennesima Commissione per arrogarsi il diritto di giudicare ciò che è halal o haram (il presidente abusivo, capisce meglio queste parolacce che le nostre).

Armando Manocchia
direttore di ImolaOggi.it, non un giornale, ma una spina nel fianco della casta, dei poteri criminali sovranazionali e dell’islamizzazione dell’Italia, dell’Europa, dell’Occidente a cui il presidente abusivo della Camera con spirito di sacrificio, rende servizio h24.

Buon anno presidente!



   

 

 

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