Cardinale Scola: educazione e cultura contro il terrorismo

“Occorre contestare l’ideologia jihadista, ponendosi e opponendosi a essa. Come cristiani il nostro modo di porsi è innanzitutto annunciare Gesù Cristo, con più vigore e meno complessi”. E’ un passaggio dell’omelia del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, durante la messa di Natale.

“Gesù non ha aspettato che le condizioni oggettive del suo tempo migliorassero, ma ha generato un soggetto nuovo nella storia – ha sottolineato Scola -. Nel nostro porsi c’è già anche l’opporsi. L’opporsi a ogni violenza nel nome di Dio, come Papa Francesco non si stanca di richiamare. E al tempo stesso l’opporsi anche al sistema economico che fa sì che, come Paesi occidentali, chiudiamo gli occhi di fronte ai Paesi che fomentano il discorso estremista, nella speranza che si tratti – appunto – soltanto di un discorso“. “No, non sono solo parole, sono fatti – ha detto l’arcivescovo -. E morti, la maggior parte dei quali fuori dall’Europa. Troppo tempo abbiamo già perso svendendo le nostre convinzioni, la libertà religiosa in primis, per il nostro, moderno, piatto di lenticchie. E ora la minaccia è globale”.
“Lunga è la scia di attentati terroristici che ha tragicamente insanguinato quest’anno, fino all’ultimo, a Berlino – ha aggiunto Scola -.

Che posizione assumere, come cristiani, di fronte a questa minaccia che incide profondamente nelle nostre vite? La prima istintiva reazione è la paura – che è appunto lo scopo del terrorismo; e subito dopo, la richiesta di un rafforzamento delle misure di sicurezza. Ma la sicurezza non è tutto: per quanto sofisticati siano i sistemi di difesa, ci sarà sempre una falla, il tallone d’Achille. Ecco perché diventa essenziale l’educazione, la cultura e la testimonianza“. Opporsi, quindi all’ideologia Jihadista e “a ogni violenza nel nome di Dio” ma Scola invita “al tempo stesso” ad “opporsi anche al sistema economico che fa sì che, come Paesi occidentali, chiudiamo gli occhi di fronte ai Paesi che fomentano il discorso estremista, nella speranza che si tratti – appunto – soltanto di un discorso. No, non sono solo parole, sono fatti. E morti, la maggior parte dei quali fuori dall’Europa. Troppo tempo abbiamo già perso svendendo le nostre convinzioni, la libertà religiosa in primis, per il nostro, moderno, piatto di lenticchie. E ora la minaccia è globale”.
“In questa duplice presa di posizione – ha concluso l’arcivescovo – sta il contributo più vero che possiamo offrire ai nostri fratelli musulmani che, nella larghissima maggioranza, guardano sgomenti quanto sta avvenendo, ma stentano ad articolare un’alternativa chiara, scaricando troppo spesso la responsabilità soltanto sulle condizioni, pure oggettive, di ingiustizia economica e sociale. Porsi ed opporsi. Come la luce che, scrive Giovanni, ‘splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta’”.

‘Libertà parola chiave del nostro tempo’
“Il Natale ci mette davanti alla grande decisione della nostra esistenza: accogliere o rifiutare Colui che è tutto e che viene per donarsi alla nostra piccolezza. Questo è infatti il significato del Suo nome: “Jahvé è salvezza”. L’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ha sottolineato, nell’omelia durante la messa della notte di Natale, come l’annuncio di Cristo “interpelli la nostra libertà”.
“Libertà – ha aggiunto – è una delle parole chiave del nostro tempo. Un bene molto prezioso, ma paradossalmente tanto più rivendicato, quanto più offeso e tradito (pensiamo alla guerra ed al terrorismo, all‘incapacità di un progetto globale ed equilibrato di accoglienza di chi bussa ai confini delle nostre terre europee, pensiamo alla libertà religiosa o a quella di educazione, pensiamo alla confusa e contraddittoria lotta per i cosiddetti nuovi diritti”. ANSA



   

 

 

1 Commento per “Cardinale Scola: educazione e cultura contro il terrorismo”

  1. Credo che non si debba considerare l’opinione degli stupidi, gli stupidi dicono stupidaggini ed invitano a comportarsi da stupidi, non bisogna avere lo stupido timore di offendere gli stupidi, anzi, gli stupidi vanno messi all’indice, devono essere sbeffeggiati, messi alla gogna, emarginati, derisi, perchè se riescono a raggiungere i vertici del potere, possono distruggere un’intera civiltà.

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