Monte Paschi, a rischio i risparmi di almeno 200 mila famiglie

 

 

mpsLa grana Mps torna ad ingrandirsi in ore drammatiche. E’ appena cominciata l’operazione di ricapitalizzazione della banca più antica del mondo, con i conti a pezzi, con offerta pubblica da 5 miliardi, dedicata per il 30% agli azionisti e per il 5% al pubblico indistinto, che si chiuderà mercoledì alle 14 con ulteriori 24 ore per il collocamento istituzionale. Gli stessi vertici di Montepaschi sanno che la conversione di bond per l’aumento di capitale è ad alto rischio di cattiva riuscita. Il che porterebbe ad un nuovo scenario di salvataggio da parte del governo, opzione rispetto alla quale i vertici Ue hanno già espresso il loro dissenso. Christoph Schmidt, tra i consiglieri economici di Angela Merkel, ha apertamente detto che se si andasse in quella direzione la stessa unione bancaria europea perderebbe di credibilità. Sono i creditori della banca a dover ripianare i debiti, non i contribuenti attraverso lo Stato.

Piccoli risparmiatori a salvare un gigante scassato

Tradotto, significa che entrano in ballo i risparmi di almeno 200 mila famiglie (42 mila obbligazionisti e 155 mila piccoli soci). Gente che aveva investito una parte o tutti i loro risparmi nell’andamento di Montepaschi. Come, lo si scoprirà non appena sarà chiaro quanto del prestito da 2,1 miliardi emesso nel 2008 ed offerto ai correntisti sarà convertito in azioni.

Burden sharing

E’ il nome del principio bancario nel solco del quale si muove l’aumento di capitale di Mps. Prevede la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate oppure la conversione in capitale di queste ultime. ll passo successivo o alternativo, è il temuto bail, applicato prima alle azioni, poi agli altri titoli di capitale e ai debiti subordinati, quindi ai debiti chirografari, incluse le obbligazioni ordinarie emesse dalla banca in crisi. Colpisce risparmi e investimenti superiori ai 100 mila euro. E rischia di intaccare seriamente i patrimoni di piccoli e medi risparimiatori. Per evitare queste misure, bisogna che vada in porto il primo collocamento di titoli presso i piccoli risparmiatori. Non sarà sufficiente, poi bisognerà che intervenga un socio forte che investa in una parte importante dell’aumento di capitale. Passaggio fondamentale, dato che la Commissione europea ha dato l’alt alla possibilità che il governo Gentiloni partecipi per una quota superiore al 4% della ricapitalizzazione. Venerdì si capirà o meno se sarà inevitabile chiedere sacrifici ai piccoli risparmiatori.

REDAZIONE TISCALI



   

 

 

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