Marocchino a processo: “Posso picchiare mia moglie, lo dice il corano”

 

Picchia la moglie, poi si giustifica al processo: “Il Corano dice che posso farlo. Perché sono sotto processo in tribunale? Ho diritto di picchiare mia moglie se mi disobbedisce, guardi: lo dice il Corano“.

Ha cercato di giustificarsi così un marocchino di 48 anni residente nel bellunese finito in tribunale perché per anni dopo il suo arrivo in Italia ha segregato e picchiato violentemente la moglie.

Secondo quanto racconta il Gazzettino, infatti, l’uomo si è presentato nello studio dell’avvocato Mina Ombretta Ponticiello portando una copia del Corano per dimostrare di essere innocente. “Guardi avvocato – avrebbe detto – alla Sura 34 si dice che posso batterla: mi spiega, allora, perché sono finito a processo?”.

E’ stato difficile spiegare al marito-padrone che “per la giustizia italiana era imputato di maltrattamenti in famiglia, che quello che faceva era contro la legge, almeno sul nostro territorio”.

www.today.it



   

 

 

2 Commenti per “Marocchino a processo: “Posso picchiare mia moglie, lo dice il corano””

  1. Sono i valori culturali tanto declamati dalla Boldrini e da Bergoglio, quindi non può essere assolutamente condannato……ma fatemi il piacere!

  2. Ecco un esempio in piccolo, dove il male e il bene si contrappongono su pulpiti diversi.

    Ci sono quelli che a fronte di una violenza sulla donna, fino al suo estremo, che sta tra la morte e lo stupro, rispondono con l’ovvia retorica del generalismo morale e del relativismo dei pochi cattivi che non “marcano” la generaliutà degli Immigrati onesti.

    RETORICA e niente altro che retorica!

    Non è sull’aforisma del bene e del male quali condizioni della natura umana universale che si fonda uno Stato di Diritto.

    Il Diritto poggia su una sensibilità e dunque su una cultura del Bene e del Male sedimentata nelle culture.

    Nella nostra cultura chi percuote o uccide la moglie è un delinquente o un assassino, perchè la parità morale dei due sessi è consolidata , anche se non manca di effrazioni che, però, sono colpevoli di una grande fragilità maschile, nell’accettare la condizione del distacco fisico ed affettivo voluta dalla coniuge. Menti certamente fragili, ma non meno colpevoli.

    Per altre culture invece, e non solo quella islamica, ma anche animista, la donna è per diritto un essere sottoposto che alla luce della nostra cultura criminalizza chi agisce nel diritto di quanto riconosciutogli per la sua legge, ma che per essa criminale non è.

    Potenzialmente, ma non solo, noi non possiamo che considerare criminali ed assassini, tutti coloro che uccidono, anche nel nome del Corano, e dunque sono i “cattivi”.

    Ma Potenzialmente siamo noi Cristiani che per gli Islamici, disonoriamo disattendendole, le regole dettate dal Corano e dunque dalla loro Legge.

    Dove sono i “buoni e i cattivi” in ogni parte del mondo, se non, soprattutto, per quelli che riconosce come tali ogni Diritto positivo costituitosi sul territorio storico di appartenenza?

    Stando così le cose, dunque, noi abbiamo un presupposto, e non il solo, di incompatibilità di due principi fondamentali, perchè da essi discende tutto il rapporto societario e condiviso dei due generi fondamentali: il Maschile ed il Femminile.

    E’ lecito pensare dunque che la massa quasi totalmente maschile e “maschilista”, e certamente invasiva, di Immigrati che ininterrottamente per procurata sorte, vengono incanalati nel nostro Paese e nel resto dell’Europa, sia Disintegrativa, piuttosto che Integrativa.

    Sono per la gran parte, se non tutti per patto di adesione etnica, criminali in potenza e per cronaca, spesso in atto, odobbiamo noi rinunciare al patto di solidarietà con l’altro sesso, abbracciando i diritti canonici e giuridici del Coranismo messianico?

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -