Migranti, Raggi: contrastare sentimenti di avversione e odio

 

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“Atteggiamenti di chiusura verso l’altro, come quelli ai quali sfortunatamente ho assistito nei giorni scorsi anche nella mia città, offendono la nostra dignità di persone. Ma è nostro compito intervenire anche sul disagio delle periferie, troppo spesso abbandonate, dove si rischia di assistere ad una guerra tra gli ultimi”. Così la sindaca Raggi, tornando sul caso della  famiglia marocchina a San Basilio e più in generale sul tema accoglienza, nel suo discorso in Vaticano in occasione del vertice “Europa, i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle”.

“Ci sono urgenze da affrontare e risolvere nell’immediato – ha proseguito Raggi – ma abbiamo anche bisogno di guardare più lontano. Dobbiamo creare i presupposti per una più piena integrazione, e questo obiettivo è inscindibile dalla costruzione di un nuovo clima economico e sociale”. Insomma, non più solo soluzioni emergenziali e toppe da tirare fuori alla bisogna. E’ fondamentale lavorare sul tessuto sociale, là dove si vuole che attecchiscano integrazione e inclusione. “Vogliamo che tutti i cittadini anche quelli delle periferie più lontane ed emarginate, si sentano pienamente parte della nostra città. Questo è anche il modo migliore per prevenire e contrastare quei sentimenti di avversione e di odio nei confronti di chi ci chiede accoglienza, che purtroppo ancora esistono e che possono trovare terreno fertile proprio nelle situazioni dove sono più forti il disagio, il degrado e la sofferenza. Non vogliamo guerre tra poveri. Nessuno deve rimanere indietro”.

Per quanto riguarda i migranti, i toni della prima cittadina sono decisamente più morbidi rispetto a un paio di settimane fa, quando alle domande incalzanti sui migranti dell’ex Baobab, ancora in strada al gelo, rispondeva perentoria: “Roma non può più accogliere”. Oggi invece: “Roma vuole fare la sua parte”. Certo, a detta della sindaca avrebbe già fatto molto. “In questo momento stiamo attuando azioni concrete per trovare un’accoglienza per ogni singola persona che arriva e offrire una soluzione di maggiore stabilità rispetto a tende o rifugi provvisori: vogliamo che tutti possano avere un tetto sulla propria testa. Sono centinaia i posti che abbiamo già messo a disposizione e ancora altre migliaia quelli per i quali stiamo lavorando insieme alle istituzioni, anche attraverso la preziosa collaborazione di numerose associazioni no profit. Siamo al lavoro per dare vita a un hub (campo di prima accoglienza), nei pressi di una stazione ferroviaria della città, che funga da primo luogo di informazione e orientamento”.

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3 Commenti per “Migranti, Raggi: contrastare sentimenti di avversione e odio”

  1. Il MoVimento 5 S. è una creatura del regime infatti sulle cose importanti come l’immigrazione ed il debito la pensano ed agiscono esattamente come la sinistra, (Soros) se gl’italiani non si rendono conto che dietro gli slogan da “rivoluzione colorata” tipo:”Novità” “giovani” “facce pulite” “onestà” e bla bla bla c’è la stessa identica politica di Renzi, l’Italia è perduta, non potremmo sopportare altri quattro anni di invasione a 1.000 immigrati al giorno, sarà la fine.

  2. Marco
    9 dicembre 2016 – 15:30

    La prima cittadina di Roma deve smetterla con questo Buonismo politicamente corretto. Faccia i conti con la realtà concreta piuttosto che con le virtualità ideologiche e particolarmente quando “imboccate dal Vaticano”.

    Io sono un cittadino Romano e non sono cattolico e come tanti, non mi sento rappresentato dal papa e Bergoglio in particolare, e non posso accettare questo atteggiamento supino e politichese della Raggi.

    Deve assolutamente smetterla di rappresentare istituzioni e interessi religiosi, perchè la Religione deve rimanere un fatto di coscienza persionale e come dice lo stesso Bergoglio: “Sarà Dio a giudicare e non tocca agli uomini!”

    La gente ha bisogno di risposte concrete e qua noi cittadini Italiani non ne vediamo una neanche all’orizzonte, se non che questi sorrisi ebeti e strette di mano di cui non ce ne importa proprio niente.

    La questione immigratoria ha raggiunto tali livelli da suscitare comprensibile intolleranza da parte della gente, soprattutto quella ormai impoverita, ed è tantissima, ragione per la quale è inaccettabile che vengano penalizzati gli effetti dello scontento, piuttosto che le cause che hanno ingenerato una insofferenza per questo fenomeno invasivo che se fosse referendato raggiungerebbe livelli dell’85 % della popolazione Italiana.

    Si vuole deformare l’effetto della immonda e sproporzionata fenomenologia immigratoria, come fosse la causa dei nazionalismi insorgenti e con essi del razzismo e xenofobia.

    In realtà nessun uomo nasce razzista e xenofobo, se non si sentisse minacciato. E la minaccia alle identità nazionali genomiche e fenotipiche delle specie umane, viene proprio da coloro, i buonisti, che artefici del fenomeno, lo hanno costruito e stanno sfruttando politicamente allo scopo di costruire gli equilibri sociali sulla instabilità conflittuale e futura delle impossibili integrazioni etniche.

    ASSASSINI e GENOCIDI!! Ecco le parole che vi meritate e che stigmatizzano voi, politici massoni e non solo, veri mostri del razzismo homo-fobo!

    Raggi, vattene, non sei più gradita! Peggiore dei vari Alemanno e Marino!

  3. EG. RAGGI – I SENTIMENTI DI ODIO NASCONO PER COLPA DI CHI HA RESPONSABILITà DI EQUITà FRA IL POPOLO-.!
    IN ALTRI TEMPI “DOPO LA GUERRA” C’ERA CHI SBRAITAVA A DIRE CHE IL POPOLO DI TALIA MANGIA UN POLLO A TESTA . = GLI VENNE RISPOSTO : UN POLLO PER UNO .? … MA LUI SI PRENDE ANCHE IL MIO -.!!!
    ALLA STATISTICA HA DETTO IL VERO : UN POLLO PER UNO.!
    SI ACCUSA DI ODIO CHI HA LA PANCIA VUOTA CON PROBLEMI FAMIGLIARI PER LA SOPRAVVIVENZA.!!!

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