Più immigrati uguale a più crimini, provate a contraddirmi

 

di Andrea Pasini

Non ci possiamo riconoscere in un Paese dove la sicurezza è affidata a politicizzati che fanno gli sceriffi, gli immigrati sono trattati da criminali, non si investe nella scuola nell’università e nella ricerca, si invita a superare la crisi economica prendendola con allegria”. Debora Serracchiani, presidente della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, in forza presso il Partito Democratico, fedele alla linea dello schieramento che rappresenta deride la verità.

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Siamo circondati da stranieri che bussano alla nostra porta ed entrano dall’ingresso principale trovandosi, stesi davanti a loro, infiniti tappeti rossi. Il pallottoliere non smette di segnare l’arrivo dell’avanguardia, per dirla con le parole di Laura Boldrini, di quello che sarà il nostro futuro stile di vita. Nonché dei “migranti”, termine neutro tanto in voga nelle bocche dei politicamente corretti. Dobbiamo dunque allargare le braccia, stringere le spalle e fare finta di nulla perché va tutto bene. Qualcuno parla di tranquillità, ma come disse Tyler Durden, protagonista dell’indimenticabile pellicola Fight Club, riferendosi all’opuscolo che indica gli atteggiamenti da tenere, in caso di pericolo, su un aereo le “istruzione per il portello a 30.000 piedi. Illusione della sicurezza!”. Ecco in quale galassia viviamo, quella in cui imbottirci di telecamere, di panic room, di serrature blindate ci rende liberi nella nostra gabbia.

La parte del leone in questo colossal d’incertezze la recitano gli immigrati. I vertici di Confcommercio, durante l’evento Legalità, mi piace, hanno denunciato il crollo del commercio su scala nazionale, individuando alcuni dei punti deboli dello stivale. Carlo Sangalli, presidente dell’organizzazione, ha subito analizzato l’aumento della criminalità che non tende a diminuire, anzi quest’anno ha sottratto “alle imprese del commercio e ai pubblici esercizi 26,5 miliardi di euro di fatturato con la perdita di 180.000 posti di lavoro regolari”. Come riporta il giornalista Antonio Signorini, sul sito de Il Giornale, l’equazione “più immigrati uguale più criminalità” regge. Eccome se regge.
“Tra i dati diffusi dal centro studi della confederazione diretta da Mariano Bella, spunta un focus sul ruolo dell’immigrazione. Per capire quanto pesi, il ricercatore ha calcolato quanto varia in percentuale il tasso di criminalità se crescono di almeno un punto percentuale alcune variabili. La prima è il Pil. E la relazione è diretta. Per ogni punto di ricchezza, la criminalità (cioè i reati denunciati) cresce dello 0,3%. La spiegazione è chiara: la ricchezza attira i criminali”. Il canto delle sirene che attrae i gaglioffi da tutto il mondo. Venghino siori, venghino. L’Italia da spennare ha le frontiere aperte e non si interessa dei propri cittadini.
Gettiamoci e sprofondiamo, come avrebbe fatto nell’azzurro dei mari Enzo Maiorca, fino a scoprire che per ogni 1.000 italiani 4,3 sono criminali. Per gli stranieri? 8,5 ogni mille. Invece se parliamo di irregolari il numero schizza verso il cielo. Hanno la fedina penale sporca tra i 148 e i 247 clandestini ogni mille. Importiamo delinquenti, l’unica manodopera che il nostro governo è in grado di attirare. Lasciamo che spicchino il volo universitari e potenziali colonne portanti della nazione per “ingaggiare” rapinatori, borseggiatori, topi d’appartamento, accoltellatori, picchiatori e chi più ne ha più ne metta. Siamo diventati ostaggi di noi stessi. La sindrome di Stoccolma si è propagandata su tutto il territorio nazionale, rendendoci vittima e carceriere allo stesso tempo. Possiamo, scientemente, continuare a subire un affronto del genere? No, nella maniera più assoluta.
La democratica, libera, sicura ed irreprensibile Germania ha molto da insegnarci in questi termini. Nella patria di Angela Merkel sono entrati, riferendoci al solo 2015, 1.100.000 stranieri. Una barbarie. Loro come hanno risposto? Portando civiltà e nuovi stili di vita? Hanno risposto sfoderando misfatti su misfatti. Nei primi sei mesi del 2016 gli immigrati “teutonici” hanno commesso 142.500 reati. “Ciò equivale a 780 crimini commessi dai migranti ogni giorno, con un incremento di quasi il 40% rispetto al 2015″. Questo recita una nota diffusa dal Gatestone Institute. L’agenzia è entrata nel vivo della vicenda: “Lo stupro di una bambina di dieci anni di Lipsia, la più grande città della Sassonia, ha attirato una rinnovata attenzione sulla spirale di crimini violenti perpetrati da immigrati in città e paesi in tutta la Germania”. Come riporta la Bild, lo scorso anno, furono commessi 208.344 reati, circa 570 al giorno facendo registrare un aumento dell’80% rispetto al 2014. Incrementi su incrementi. Le istituzioni fanno finta di nulla, si girano dall’altra parte, ma le nostre figlie e i nostri figli sono alla mercé del fato.

Adriano Scianca, su Il Primato Nazionale, ha sottolineato: “In tutti i sondaggi sull’argomento, i tedeschi lamentano un deterioramento della sensazione di sicurezza. Per molti il livello di guardia è stato superato, tant’è che sono sempre di più quelli che fanno le valigie: secondo l’istituto statistico tedesco Destatis, 138.000 tedeschi hanno lasciato la Germania nel 2015. E saranno molti di più nel 2016. Molti, ultimamente, se ne vanno in Ungheria”. Qui nessuno vuole scappare, la nostra terra non ce la leveranno mai da sotto i piedi, ma dobbiamo aprire gli occhi. La mia volontà, quella che porto in ogni articolo che scrivo, è di dare uno schiaffo in faccia alle falsità. L’immigrazione ci sta uccidendo. Dobbiamo ribellarci. Ergerci sopra le rovine per far tornare a sventolare il tricolore sul nostro petto. Tutto il resto è noia.

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