I soldi sporchi della Chinatown di Milano: 2,7 miliardi verso la Cina

 

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La procura di Milano sta indagando su un presunto maxi riciclaggio da circa 2,7 miliardi di euro messo in piedi, secondo le indagini, da una parte della comunità cinese di Milano. Mercoledì, finanzieri e poliziotti hanno arrestato una persona originaria del Paraguay e hanno messo ai domiciliari un italiano e un cinese.

I soldi, trasferiti proprio verso la Cina attraverso agenzie di money transfer abusive e società londinesi, sarebbero – secondo gli inquirenti – il frutto di attività illecite con sede proprio a Chinatown, teatro – mercoledì pomeriggio – della misteriosa morte di un uomo di trentadue anni, ucciso a colpi di pistola all’interno della sua abitazione.

L’inchiesta, che ha dato il là anche a diciotto perquisizioni nei quartieri cinesi di Milano e Roma, era partita circa un anno fa da segnalazioni di sospetto riciclaggio e da un esposto anonimo che denunciavano l’esistenza di un’organizzazione criminale creata dalla comunità cinese. Obiettivo della presunta organizzazione sarebbe stato proprio il trasferimento in Cina di importanti somme di denaro – si parla di 2,7 miliardi di euro e oltre -, tutte provenienti da attività illegali.

Le accuse per i fermati e altri indagati sono, a vario titolo, associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità, esercizio abusivo di attività finanziaria, abusiva prestazione dei servizi di pagamento, riciclaggio, autoriciclaggio e vari delitti tributari.

milanotoday.it



   

 

 

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