L’Europa ancora non chiude la porta in faccia alla Turchia

 

STRASBURGO, 24 NOV – L’Europa ancora non chiude la porta in faccia alla Turchia ma le manda un segnale chiaro: il Parlamento di Strasburgo chiede di congelare i negoziati d’ingresso nell’Ue, per le repressioni messe in atto da Erdogan dopo il tentato golpe di luglio. E di sospenderli del tutto se Ankara decidesse di reintrodurre la pena di morte.

Una risoluzione non vincolante, quella approvata dagli eurodeputati con una maggioranza ampia e trasversale. “Un voto senza importanza”, minimizza il governo turco.

Ma il messaggio e’ che l’Europa forse vuole porre fine ad una telenovela che dura da trent’anni. La domanda di adesione della Turchia fu presentata nell’aprile del 1987 quando l’Ue nemmeno esisteva e c’era ancora la Cee. Da allora, una storia di stop and go che oggi tocca uno dei suoi punti piu’ bassi.

Il voto non arriva come una sorpresa. Ieri Erdogan aveva gia’ messo le mani avanti sminuendone l’importanza, concetto ribadito oggi dal premier Binali Yildirim.

La risoluzione votata a Strasburgo, in effetti, non è giuridicamente vincolante. A sospendere i negoziati, infatti, può essere solo la Commissione, di sua iniziativa o su richiesta di almeno un terzo degli Stati membri. (ANSAmed).



   

 

 

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