Incendi dolosi in Israele, Netanyahu: “è atto di terrorismo e così sarà considerato”

 

Da tre giorni, Israele è alle prese con vasti incendi. Le zone più colpite sono quelle intorno a Gerusalemme, nel nord e anche nel centro del Paese vicino Modiin. Ma le fiamme sono divampate anche in Cisgiordania: nei pressi dell’ insediamento ebraico di Talmon la situazione è critica.

“Ogni incendio doloso o anche chi incita a fare incendi è un atto di terrorismo e così sarà considerato“. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu, ricordando che già ieri è stato detto “che ci sono incendi da negligenza e altri per volontà. Questi ultimi stanno ora crescendo. Fronteggiamo un terrorismo dei piromani. Chi cerca di bruciare la terra di Israele sarà punito con la massima durezza”. Il ministro per la sicurezza Gilad Erdan ha detto: “fino ad ora fermate alcune persone, singoli.

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Già ieri il premier Netanyahu ha chiesto aiuto e all’ appello hanno risposto fino a ora Grecia, Croazia, Cipro, Italia e Turchia. L’appello è per l’invio di aerei per aiutare nello spegnimento delle fiamme e oggi ha telefonato al presidente russo Putin invocando soccorso per una situazione oramai critica. La Russia ha promesso di inviare subito due aerei antincendi. Nelle forze di sicurezza israeliane -secondo i media – cresce intanto il sospetto che vi possa essere dolo: il ministro della sicurezza Gilad Erdan ha stimato il 50% dei casi.

E l’hashtag ‘Israele brucia’ è diventato uno dei più diffusi sui media arabi nelle ultime 24 ore con le espressioni di soddisfazione per gli incendi di questi tre giorni nello stato ebraico. Lo riportano i media israeliani che riferiscono tra gli altri quello del Capo della sicurezza di Dubai Dhahi Khalfan Tamim. “Israele – ha scritto – ha messo al bando i muezzin ed è stato preso dal fuoco. Dio sia benedetto”. Tamim guidò le indagini sull’assassinio del fondatore e comandante delle Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas, Mahmoud Al-Mabhouh in un hotel di Dubai che fu attribuito a Israele

“Un disastro nazionale ha colpito Haifa”. Lo ha detto alla Radio Militare il sindaco della città Yona Yahav. “Non siamo in grado di dire – ha aggiunto – quanta gente è coinvolta visto che molti dei residenti dell’area del Carmel (la zona di Haifa e dintorni, ndr) sono al lavoro e non a casa. Stiamo chiedendo a quelli che sono ancora a casa di lasciarla”

Sono circa 60.000 le persone alle quali ad Haifa e sobborghi è stato ordinato di abbandonare le case a causa degli incendi che stanno divampando nella zona.

Lo dicono i media e, secondo la tv Canale 2, 7.000 abitazioni della zona di Haifa sono senza elettricità. Nel frattempo, secondo le stesse fonti, sono salite a 56 le persone in cura dai servizi di pronto soccorso.

- Il Dipartimento della Protezione Civile ha inviato due Canadair dei vigili del fuoco in Israele per supportare le autorità di sicurezza locali nell’attività di spegnimento degli incendi che da giorni stanno interessando alcune zone a sud di Gerusalemme e dell’alta Galilea.

I due velivoli sono partiti questa mattina e, dopo uno scalo tecnico, arriveranno in Israele in serata. Saranno schierati presso l’aeroporto Hatzor Air Force Base, 40 Km a sud di Tel Aviv e saranno a disposizione dell’aeronautica militare israeliana, che gestisce l’attività antincendio e che deciderà come utilizzare i mezzi italiani. Le spese saranno coperte dal governo israeliano. Da domani saranno inoltre operativi in Israele 8 piloti, 4 tecnici ed un ufficiale di collegamento del Dipartimento della Protezione Civile.(ANSAmed)



   

 

 

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