Con il niqab nell’aula del consiglio comunale, rifiuta di farsi riconoscere

 

niqab

Sarà la Procura della Repubblica di Pordenone a decidere se nel comportamento della donna di origini albanesi- residente da tempo a San Vito al Tagliamento – che ha rifiutato di farsi riconoscere, avendo il volto interamente coperto dal “niqab”, si possa configurare la violazione della legge 152 del 1975, che disciplina il comportamento delle persone nei luoghi pubblici e l’obbligo di riconoscimento.

Il fatto - scrive triesteallnews.it - è avvenuto mercoledì 19 ottobre a San Vito, durante una seduta del Consiglio comunale dei ragazzi – un’iniziativa nata per ridurre la distanza tra i giovani e la politica e favorire la collaborazione tra scuola e amministrazione comunale – mentre la signora stava assistendo alla seduta, in quanto madre di uno dei piccoli consiglieri.
La ricostruzione dell’episodio parla di alcuni momenti di tensione tra la donna e il sindaco, Antonio Di Bisceglie (Pd), che ha ripetutamente chiesto all’ospite della sala consiliare di rendersi riconoscibile, visto il velo che le celava il volto, fatti esclusi gli occhi.

Al rifiuto di farsi riconoscere, la donna è stata allontanata dall’aula e poi identificata dalla polizia locale, la donna è poi ritornata nella sala, chiedendo anche la parola.
A quel punto il sindaco, per evitare il possibile inasprirsi dei toni di fronte ai ragazzi, ha deciso di sospendere la seduta.

Non mi sembrava il caso – ha spiegato il primo cittadino- di proseguire con quel tipo di tensione di fronte ai ragazzi. Ho cercato ripetutamente di utilizzare toni concilianti, ma la signora non ha voluto sentire ragioni. Sono dispiaciuto, perché è fondamentale che i genitori diano il corretto esempio ai loro figli. Anche la dirigente scolastica, che è intervenuta, ha detto che è necessario il rispetto delle regole democratiche”.

Il Sindaco ha ricevuto oggi la solidarietà di numerosi compaesani e di molti colleghi della provincia di Pordenone e non solo, e ha ribadito di essere intervenuto per un “sacrosanto rispetto delle regole democratiche”.

Plauso al comportamento del sindaco anche da parte del segretario regionale del Pd, Antonella Grim, che ha detto che Di Bisceglie: “ha agito nel modo più corretto, gestendo bene una situazione non facile”.

La musulmana è convinta che sia un suo diritto portare il niqab in ogni occasione, al supermercato come nelle sedi istituzionali.



   

 

 

1 Commento per “Con il niqab nell’aula del consiglio comunale, rifiuta di farsi riconoscere”

  1. se non le vanno bene le leggi italiane ritorni a casa sua, la potra andare in giro liberamente con il velo, qua rispetti le nostre leggi, nessuno l’ha chiamata,

Commenti chiusi

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