Imprese italiane in Russia sbugiardano il Corriere: nessun clima di guerra

 

Bufale di regime con soldi pubblici

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Dura replica al Corriere della Sera dal gruppo più influente di imprenditori italiani a Mosca Gim Unimpresa, dopo la pubblicazione dell’articolo in prima pagina sul quotidiano intitolato “Clima di guerra in Russia”. Mentre sale la tensione a livello internazionale dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha annullato il suo viaggio a Parigi, ed è così naufragato l’ennesimo tentativo di mediazione per tregua in Siria, il quotidiano italiano mette a centro pagina che “il Cremlino invita i cittadini a prepararsi a uno scontro con l’Occidente” e che “la psicosi si è impadronita della Russia”.

La lettera degli imprenditori, indirizzata al direttore, inizia così:

“Le scriviamo in relazione all’articolo, a firma Fabrizio Dragosei, apparso oggi nella prima pagina del suo giornale, relativo alla Russia, dove si paventa un clima di Guerra, con tutta una serie di fatti ed esempi che starebbero a dimostrare il contenuto dell’articolo. Non abbiamo certo la pretesa di modificare le convinzioni del suo giornale sulla Russia, vorremmo però chiedere un maggior senso di responsabilità nel diffondere notizie che possono creare preoccupazione e panico tra le migliaia di nostri connazionali che lavorano e intrattengono relazioni di vario genere soprattuto economico con questo Paese. In Russia non c’è alcun clima di guerra e gli esempi forniti dal giornalista sono del tutto inesatti o palesemente parziali”.

Nella missiva si fa notare che “le esercitazioni della Protezione Civile vengono effettuate ormai da 16 anni con cadenza regolare, come peraltro avviene in tanti altri Paesi, le scorte di grano e generi alimentari esistono in Russia dal 1949, quando venne creato un’apposito Servizio Statale sulle scorte strategiche, che viene alimentato e rinnovato costantemente. Tralascio le considerazioni sulle vicende militari in quanto oggetto di sostanziale disinformazione mediatica in atto da tempo“.

Gli imprenditori aggiungono poi di voler “garantire che la nostra Comunità italiana in Russia, non vive le ansie e le agitazioni che sono rappresentate nell’articolo in questione, d’altra parte se l’autore dell’articolo volesse visitare Mosca o altre città, cosa che da molto tempo non avviene, ne trarrebbe sicuramente impressioni diverse da quelle descritte”. Infine si chiede “un maggiore equilibrio e la possibilità di dare spazio” a posizioni differenti. (askanews)

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1 Commento per “Imprese italiane in Russia sbugiardano il Corriere: nessun clima di guerra”

  1. Venti di Guerra.??? … (inventati.?) … altrimenti come farebbero a “mungere la Mucca Carolina” Soldi Pubblici. … ci mandiamo 145 solati in missione in Lettonia. ecc.. … Altri in Afganista . altri nel Kossovo ecc… tanto gli italiani gonzi ridotti alla fame e sul lastrico … Non basta. Ci vogliono i clandestini.
    L’ITALIA è PROPRIO ALLO SFASCIO..!!!

Commenti chiusi

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