Vicenza sta per esplodere, PrimaNoi: distruggere le barche ormeggiate sulle coste libiche

 

barconi

La Commissione europea sostiene che l’Italia potrà sforare il patto di stabilità per affrontare alcune emergenze tra cui il sisma e l’emergenza dei flussi migratori, vale a dire l’accoglienza dei sedicenti profughi. “Ma non era l’Europa a pagare i conti sull’emergenza dei profughi?” – si chiedono retoricamente gli attivisti del comitato PrimaNoi?.

Intanto solo in Veneto le cooperative non ricevono soldi da mesi avendo uno scoperto di milioni di euro con lo Stato, debito che “sarà pagato da noi contribuenti italiani perché l’invasione deve continuare -accusa il portavoce Alex Cioni-, mentre per le migliaia di esodati che non riescono ad andare in pensione pur avendo lavorato una vita, per i giovani disoccupati, per le imprese asfissiate dal fisco, i soldi non ci sono. D’altronde, se i primi scafisti sono i rappresentanti del Governo -rincara la dose Cioni-, come si può immaginare che il cane mangi un altro cane?. In questo affare non potevano mancare le banche, le quali sono divenute il socio azionista principale delle cooperative”.

Nel frattempo nel capoluogo berico aumentano le proteste per una presenza di richiedenti asilo superiore ad ogni peggiore previsione.
“Avevamo profetizzato in tempi non sospetti che il sistema dell’accoglienza sarebbe collassato -spiega Cioni- ma il prefetto Soldà si è ostinato a rappresentare orgogliosamente la quinta colonna del Governo Renzi fregandosene dell’opposizione sostenuta dalla maggioranza dei sindaci e della popolazione”.
Per il portavoce di PrimaNoi sostenere che attraverso l’accoglienza diffusa si risolverebbero molti problemi significa “diffondere menzogne sapendo di mentire perché il problema è relativo ai flussi in continuo arrivo dal sud Italia non alla scarsa collaborazione dei Sindaci”. “A meno che non si chieda ai Primi cittadini di fare gli agenti immobiliari per conto delle cooperative, visto che la gran parte dei Comuni della provincia non hanno alloggi pubblici nemmeno per gli italiani”.

Insomma, il problema oggettivo per il comitato è l’assenza di una volontà politica volta a disincentivare le partenze dalle coste libiche: “In mare continuano a morire nonostante il Mediterraneo sia pattugliato dalla Marina di tutta Europa perchè i trafficanti li fanno salire su qualsiasi carretta galleggi, sicuri che saranno prelevati dopo poche miglia di navigazione. Un Governo cosciente della gravità della situazione, tra le tante cose che potrebbe fare, è di utilizzare i propri militari per distruggere tutto ciò che ha la parvenza di una barca sulle coste libiche” – ha chiosato Alex Cioni.



   

 

 

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