Trieste, case popolari: “privilegiate famiglie straniere, razzismo al contrario”

Alloggi Ater, Ziberna (FI): «Privilegiate famiglie straniere è razzismo al contrario»

SerracchianiMercoledì prossimo la competente Commissione consiliare esprimerà un parere sul nuovo regolamento Ater con cui, tra l’altro, si definiscono indici e criteri per l’assegnazione degli alloggi.

Ecco la ragione per cui il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Rodolfo Ziberna, ha presentato un’interrogazione per chiedere se corrisponda al vero che la Giunta intenderebbe privilegiare nell’assegnazione degli alloggi di edilizia sovvenzionata solo alle famiglie con un elevato numero di figli che, come appare elementare a chiunque, è oggi caratteristica solo di famiglie provenienti da altre nazioni. Le famiglie italiane, e a maggior ragione quelle del Friuli Venezia Giulia, hanno mediamente un figlio per ogni coppia di genitori e ciò le escluderebbe dall’assegnazione degli alloggi.

È stato l’assessore Gianni Torrenti, vista l’assenza della collega Santoro competente per materia, a leggere la risposta fornita dalla Giunta regionale, secondo la quale il nuovo regolamento dovrà determinare tra l’altro “particolari misure di sostegno per l’accesso all’abitazione da parte di soggetti in condizioni di debolezza sociale ed economica”, aggiungendo che “considerando che la finalità dell’edilizia sovvenzionata è quella di salvaguardare e tutelare il mantenimento della coesione sociale, nonché concorrere alla riduzione del disagio abitativo di soggetti e nuclei svantaggiati assegnatari dei medesimi alloggi va da sé che il disagio abitativo e le condizioni di svantaggio devono essere situazioni soggettive e non oggettive”.

«Il criterio della numerosità dei figli – ha affermato Rodolfo Ziberna – poteva andare bene sino a dieci anni fa, ma oggi la situazione è radicalmente cambiata. Ho chiesto alla Giunta se ha fatto una simulazione di assegnazione degli alloggi alla luce dei criteri che privilegiano il numero di figli, ma ciò non è stato fatto: ha dell’incredibile che si scrivano norme senza avere consapevolezza delle loro conseguenze, espressione quantomeno di superficialità e pressapochismo. È oltremodo necessario che il regolamento assicuri un punteggio più elevato ai richiedenti che risiedono nella nostra regione da almeno cinque anni, diversamente gli alloggi Ater diventeranno a breve ciò che già appaiono: un riservato dominio di chi proviene da Stati esteri e non già degli italiani».

«Vi sono altre Regioni che in tema di benefici di welfare hanno disciplinato una residenza anagrafica sul loro territorio di almeno cinque anni, senza trovare ostacoli comunitari. Per questa Giunta, vivere in FVG da 24 mesi costituisce già un risultato, a dimostrazione di chi in realtà questa Giunta di sinistra sta proteggendo».

«Chiediamo che la Giunta regionale renda noto al Consiglio in quale percentuale siano stati assegnati gli alloggi Ater negli ultimi 3 anni ai provenienti da Stati stranieri, presumibilmente extracomunitari, e che faccia una simulazione sull’assegnazione dei prossimi alloggi: è ora che anche i cittadini residenti da molti anni in Friuli Venezia Giulia possano beneficiare degli strumenti di welfare. Infine, sarebbe anche opportuno che Ater decidesse finalmente di porre in essere quelle manutenzioni necessarie per consegnare quegli alloggi che oggi non vengono assegnati, un migliaio solo nella provincia di Trieste».

triesteprima.it



   

 

 

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