D’Alfonso (Pd), il Governatore dell’Abruzzo che guadagna più di Renzi

 

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di Lilli Mandara

Passi che il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso sia tra i meglio pagati d’Italia e persino più pagato di Matteo Renzi, e che l’Abruzzo sia nella top degli stipendi d’oro per i consiglieri regionali. Ma non passa proprio, soprattutto agli attivisti grillini, che un portaborse possa prendere di stipendio 4.783 euro mensili, sia pure lordi, per 12 mensilità. Una cifra che ha fatto saltare sulla sedia tutti ma proprio tutti i sostenitori dei Cinquestelle abruzzesi, anche perchè dell’aumento disposto a febbraio scorso, nessuno aveva mai parlato. Zitti, tutti zitti su un privilegio così trasversale così bipartisan e così comodo che ci sono voluti un po’ di mesi perché alla fine venisse a galla, facendo esplodere un vero e proprio caso nel gruppo pentastellato. Due milioni di euro l’anno soltanto per i portaborse, cioè per i collaboratori che affiancano i consiglieri regionali, per la precisione 1.705.884,74 euro: tanto spende la Regione Abruzzo che è appena uscita dal commissariamento della sanità e che da poco ha reintrodotto il ticket sulla compartecipazione sanitaria, che colpisce soprattutto le famiglie che hanno a carico un disabile grave.
Si consuma tutto sotto traccia

Senza un minimo di imbarazzo, il Consiglio regionale abruzzese a fine 2015 infila di soppiatto nella finanziaria 2016 un emendamento con cui la dotazione per singolo consigliere viene aumentata da 43 mila a 57 mila euro. I Pentastellati sono assenti, ma sulla norma alza stipendi non fiatano neppure dopo. Per applicarlo, questo aumento, la Regione si arrampica sugli specchi: la legge di stabilità del 2016 non ha la necessaria copertura finanziaria, tanto che è costretta ad attingere al fondo di riserva per le spese obbligatorie. Ma la promozione dei portaborse vale bene un sacrificio. Naturalmente, più grandi sono i gruppi più alto è il budget che viene loro assegnato. Così i quasi 2 milioni di euro si traducono in 55.028,54 euro a testa per ognuno dei 31 consiglieri. E questa somma poi c’è chi, come i cinquestelle, decide di spenderla per un solo portaborse e chi, come fa il Pd, la divide tra più collaboratori.
Altissimi i costi della politica dell’Abruzzo

L’Abruzzo Regione della cuccagna, anche perché i costi della politica veri e propri mica scherzano. Il presidente D’Alfonso è nella top dei governatori per la busta paga: il suo rimborso forfettario, quello che va ad aggiungersi allo stipendio base, è tra i più alti d’Italia, 4.500 euro. Che sommati ai 6.600 di indennità mensile fissa, ai 2.700 euro di indennità di funzione, fa in totale 13.800 euro. Un primato, quello del presidente, condiviso con Marcello Pittella (Basilicata), Mario Oliveiro (Calabria), Nicola Zingaretti (Lazio), Michele Emiliano (Puglia), Rosario Crocetta (Sicilia) e Luca Zaia (Veneto). Ma il vero scandalo è il rimborso spese: un consigliere regionale, oltre ai 6.600 euro di indennità di carica, ai 2.300 di indennità di funzione (che varia se sei assessore, presidente di commissione o capogruppo), prende dai 4.100 ai 4.500 euro per gli spostamenti. Cifra forfettaria, esentasse e senza obbligo di documentazione: significa che se sei dell’Aquila e non devi spostarti se non di poche centinaia di metri per andare in Consiglio regionale, prendi lo stesso i 4 mila euro.

Con buona pace dei contribuenti.

TISCALI



   

 

 

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