Istat: rivisto al ribasso il Pil italiano del 2014 e 2015

 

Il Pil italiano nel 2015 è cresciuto dello 0,7% e non dello 0,8%, come si riteneva: a comunicarlo è stato l’Istat, che ha rivisto al ribasso la stima preliminare di marzo. La revisione si è estesa anche al 2014, stavolta al rialzo, con l’andamento del Pil in volume che cambia di segno passando dalla diminuzione dello 0,3% precedentemente indicata a una espansione dello 0,1%. Si tratta quindi di una revisione al rialzo di 0,4 punti.

L’Istat ha anche limato le stime della pressione fiscale al 43,4% nel 2014 e 2015. A causa essenzialmente della revisione del livello del Pil nominale, la pressione fiscale risulta diminuita di due decimi di punto percentuale nel 2014 e di un decimo nel 2015.

Renzi: “Venti mesi fa le cose stavano peggio in Italia: il segno del pil e degli occupati non era più, ma era meno, oggi in Italia il meno è diventato più anche se non siamo soddisfatti. La ripresa è un fatto rilevante e oggettivo

Ragionando in termini assoluti e guardando al Pil a prezzi di mercato, l’Istituto di statistica ha rivisto i dati degli ultimi due anni: “Nel 2015 il Pil ai prezzi di mercato risulta pari a 1.642.444 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.072 milioni rispetto alla stima precedente. Per il 2014 il livello del Pil risulta rivisto verso l’alto di 8.497 milioni di euro”.

Le stime sull’anno scorso, in termini di volume, hanno comportato ritocchi al rialzo per tutti i principali aggregati della spesa: di 0,5 punti percentuali gli investimenti fissi lordi, di 0,6 punti la spesa delle famiglie, di 2,2 punti la spesa delle Isp e di 0,1 punti la spesa della Pa. I tassi di crescita delle importazioni e delle esportazioni non hanno subito revisioni. In senso opposto ha operato la revisione del livello delle scorte, al rialzo per l’anno 2014 e al ribasso per quello dopo, che “ha indotto un significativo cambiamento nel contributo di tale aggregato alla variazione del Pil; in termini di volume l’apporto risulta ora positivo per 0,6 punti percentuali nel 2014 (in precedenza era nullo) e per 0,1 punti nel 2015 (a fronte di +0,5 punti nella stima dello scorso marzo)”.

Per il 2015, l’Istat ha mantenuto invariato il rapporto tra deficit e Pil, parametro cruciale e sotto la lente della Commissione europea: l’anno scorso si è attestato al 2,6%, in miglioramento dal 3% del 2014. Addirittura in miglioramento, invece, il debito pubblico: si è attestato nel 2015 al 132,2% del Pil, in crescita dal 131,8% del 2014. Le ultime stime del 21 aprile scorso indicavano un rapporto al 132,7%.
Tra gli altri dati interessanti tracciati dall’Istat si può ricordare che l’anno scorso il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una
crescita dello 0,9% sia in valore nominale, sia in termini di potere d’acquisto, cioè il reddito disponibile in termini reali. Contemporaneamente, la spesa per consumi finali è cresciuta dell’1,5%, determinando un calo di 0,6 punti percentuali della propensione al risparmio. (AGI)



   

 

 

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