False iscrizioni a Università per restare in Italia: indagati 30 tunisini

 

Si sono iscritti a Palazzo Nuovo, una delle principali sedi dell’Università degli Studi di Torino,  con moduli e dichiarazioni dei redditi con gravi irregolarità. Per questo  30 studenti tunisini sono stati iscritti nel registro degli indagati  per falso e violazione delle norme sull’immigrazione.

L’indagine

L’indagine è nata grazie alla scoperta che almeno 4 foreign fighters partiti dal capoluogo piemontese per il fronte siro-iracheno avevano utilizzato l’iscrizione all’ateneo torinese, nella facoltà di Lingue nei corsi di letterature medio orientali. Inoltre rivela la Stampa tutti avevano presentato un modulo Isee che certificava un reddito basso, in questo modo hanno potuto usufruire  dell’assegno di sostegno, circa 2000 euro e in più hanno ottenuto il permesso di studio che consente loro di restare nel nostro Paese.

L’annuncio su Facebook

Gli investigatori di Digos e Ros e i Carabinieri hanno controllato indirizzi e altri dati sensibili degli studenti extracomunitari e si sono accorti che non corrispondono alla realtà. A insospettire gli inquirenti e il pm Andrea Padalino che coordina l’inchiesta  una frase scritta su Facebook da Bilel Chiahoui , studente 26enne di origine tunisina. Il ragazzo aveva dichiarato di essere pronto al martirio e aveva indicato come suo obiettivo la torre di Pisa. Ma non è finita. In seguito ad altre indagini è emerso che altri 4  studenti connazionali di Bilel sono partiti per combattere tra le file dell’Isis. Due di questi sono morti in combattimento.

I 4 foreign fighters partiti da Torino

Tutti e quattro gli studenti  hanno un profilo simile. Sono arrivati quasi tutti in Italia tra il 2011 e il 2013. Nel nostro Paese hanno dapprima cercato di trovare lavoro, con scarsi risultati. Per poter sopravvivere si sono dati allo spaccio di droga e infine, secondo le ipotesi degli inquirenti, sarebbero stati avvicinasti da connazionali già inseriti nel circuito dell’Islam radicale e convinti a convertirsi.

Le iscrizioni all’università per restare in Italia

Da queste indagini è emerso un’altro dato che deve far riflettere: sono infatti molti gli extracomunitari che per restare in Italia hanno usato l’iscrizione all’Università. Infatti se da una parte è vero che se non si sostengono esami il permesso di soggiorno viene annullato ma allo stesso tempo è chiaro che è stata individuata  una frattura nel sistema di sicurezza.

REDAZIONE TISCALI



   

 

 

1 Commento per “False iscrizioni a Università per restare in Italia: indagati 30 tunisini”

  1. POVERA ITALIA UN COLABRODO. EPPURE BASTA CAPOVOLGERE UN FRASE = QUELLO CHE NON E’ VIETATO è CONCESSO = CON : E’ VIETATO QUELLO CHE NON E’ CONCESSO.!!! NELLA PRIMA FRASE E’ CAMPO DI LIBERTà PER GLI ADDETTI AL DIRITTO (CHE PIU TORTO NON SI PUò)

Commenti chiusi

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