Europol: identificati 12mila trafficanti, la maggior parte sono turchi

 

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BRUXELLES – Sono oltre 12mila le persone sospettate di traffico di migranti identificate da Europol nei primi otto mesi del 2016. Le loro nazionalità riflettono l’evoluzione delle rotte mentre i network di trafficanti tendono ad utilizzare sempre più mano d’opera locale per facilitare trasporto e sistemazione dei migranti irregolari.

Chi gestisce il business dei migranti  

Il risultato è visibile dai gestori degli affari. Se nel 2015 erano soprattutto romeni, egiziani e siriani, nel 2016 sono stati principalmente turchi (+295,3%) e siriani (+39,5%). Non un caso, tenuto anche conto del fatto che su suolo turco si trovano circa 3 milioni di rifugiati siriani.

Il Mediterraneo centrale è la rotta principale per il traffico di migranti e il viaggio in Ue prosegue attraverso Svizzera e Austria, anche se nelle ultime settimane sono aumentati gli ingressi dal Mediterraneo est. I network criminali mostrano una costante capacità di adattarsi all’aumento dei controlli alle frontiere e di utilizzare nuove rotte per eludere le leggi e fare affari. Colli di bottiglia e campi informali sono spuntati in zone di confine intra-Schengen, dove sono stati introdotti controlli più stretti, come a Idomeni, Dunkirk e Como.

E’ soprattutto qui che i trafficanti pubblicizzano i loro servizi ai migranti, con un aumento dell’offerta di documenti falsi.

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