“Figlie del sole”, brigata di ex schiave dell’Isis giura vendetta

 

yazidi

“Mi sono arruolata come volontaria per vendicare le vendicare mia sorella che è stata uccisa dall’Isis”. Così Yasin, una ragazza yazidi ex schiava dei jihadisti dello stato Islamico oggi “ufficiale” della brigata “Filgie del Sole”, composta da 142 donne della minoranza curda-yazidi riuscite a sopravvivere al genocidio perpetrato nell’agosto 2014 dagli uomini del Califfato nero contro la loro comunità etnico-religiosa. La tv satellitare curda “Rudaw” ha mandato in onda un video su questa brigata istituita dai peshmerga curdi della regione autonoma del Kurdistan iracheno.

“Siamo in 140 e quasi tutte eravamo i mano all’isis ed abbiamo deciso di impugnare le armi perchè non si ripeta l’ingiustizia che abbiamo subito”, afferma Yasmin. “Sono qui per difendere la patria e sono pronta per andare dovunque per combattere, l’Isis non ci fa più paura”, dice invece un altra combattente che si chiama Inas Kheiru. La loro missione è “vendicare” il torto subito e per questo sono disposte a tutto: “Ci siamo addestrate all’uso di molte armi: lanciarazzi, kalashnikov, Rpg. Siamo volontarie e siamo qui per liberare le nostre sorelle dalle mani dell’Isis”, afferma Nadia, un’altra reclute del campo di Sinuni a pochi chilometri da Sinjar patria degli yazidi a ovest di Mosul liberata dai jihadisti nel novembre del 2015. askanews



   

 

 

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