Debiti della Pubblica Amministrazione, la Cgia sbugiarda il Governo

 

I tempi medi di pagamento per i beni e servizi acquistati dalla P.A. si sono ridotti da 82 giorni (nel periodo 1 giugno 2014-31 maggio 2015, cioè prima dell’obbligo della fattura elettronica) a 54 giorni (dato dall’1 giugno 2015 a 31 maggio 2016). Lo rilevano i tecnici del Mef ricordando che attualmente viene monitorato oltre il 50% di pagamenti e che nel periodo considerato si sono registrate 27,2 milioni di fatture per un importo pari a 157,8 miliardi. Di queste ne sono state pagate 14,8 milioni per 112,6 miliardi.

Per la CGIA, però, la risposta “ha del surreale e sottolinea che il Tesoro è “in difficoltà” e “sforna dati parziali per nascondere l’inefficienza della P.a.”.

pensioni-euroDunque con l’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica (che ancora però riguarda poco più della metà della ‘montagna’ di fatture, anche per problemi di trasmissione dagli enti interessati) i tempi si sarebbero ridotti avvicinandosi a quelli fissati dalle direttive Ue. I tempi di pagamento medi sono infatti scesi: la media di 54 giorni (dell’ultimo anno considerato da quando è scattato l’obbligo) dipende da tempi di pagamento dello Stato in 41 giorni; delle Regioni in 38, del Servizio sanitario nazionale di 70 giorni; Enti locali 44 ed Enti pubblici nazionali 32 giorni. Viceversa prima i tempi erano (tempo medio 82 giorni): Stato 53 giorni; Regioni 131; Servizio sanitario 107; Enti locali 65; Enti pubblici nazionali 64. Secondo Bruxelles i pagamenti vanno fatti in 30 giorni ed in 60 per le spese sanitarie. Insomma i dati della piattaforma del Mef tenuta dalla Ragioneria generale dello Stato per il monitoraggio dei crediti commerciali della P.a dimostrerebbero che i tempi si stanno progressivamente riducendo non essendo ancora perfettamente allineati a quelli previsti dall’Europa. Il Mef quindi continua a monitorare i pagamenti: il 50% e oltre viene attualmente comunicato ma il restante 50% piano piano arriverà soprattutto quando ‘spariranno’ dalla circolazione le fatture cartacee.

“Ma come – si chiedono gli artigiani veneti – grazie alla fatturazione elettronica il Mef ha la possibilità di monitorare tutte gli acquisti della nostra amministrazione pubblica e ci forniscono solo il 50% dei pagamenti senza dirci a quali importi si riferiscono? Nella prassi sta succedendo che vengono pagati in tempi ragionevolmente brevi le fatture di importi minori, mentre stanno allungando i tempi delle fatture di importi con cifre importanti“. “Se sono diventati cosi bravi nei pagamenti – prosegue – perché non ci dicono a quanto ammonta complessivamente il debito della Pa nei confronti dei propri fornitori, cosa che chiediamo da anni senza avere una risposta?”. “Abbiamo l’impressione – concludono – che su questa vicenda il ministero dell’Economia sia in evidente difficoltà. Infatti, se fossero diventati cosi virtuosi come dicono, perche mai la procedura di infrazione dell’Ue contro l’Italia per i ritardi con cui la nostra PA salda le fatture non è stata ancora ritirata?”. Ieri la Cgia ha rilevato che le P.a devono 65 miliardi di euro ai fornitori, evidenziando che il tempo medio di pagamento è di 131 giorni. ANSA



   

 

 

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