Referendum, Pace e Zagrebelsky scrivono a Mattarella: La Rai preoccupa

 

“Leggiamo preoccupati i resoconti giornalistici e le polemiche di queste ore intorno alle ipotizzate nomine nei tg del servizio pubblico. Non sappiamo se queste indiscrezioni saranno confermate e se davvero si tratta di un tentativo, da parte del governo, di “normalizzare” i telegiornali Rai in vista del referendum di autunno”. Se così fosse sarebbe gravissimo”.

Il comitato per il no nel referendum sulla riforma della Costituzione del governo Renzi approvata dal Parlamento ha reso noto che il loro presidente Alessandro Pace insieme al presidente onorario Gustavolo Zagrebelsky hanno scritto al presidente della Repub blica Sergio Mattarella, denunciando di essere “discriminati su radio e tv” e chiedendogli “di far valere la sua autorità super partes per garantire un confronto onesto”.

“Se il buongiorno si vede dal mattino – afferma il comitato per il no- c’è di che essere davvero preoccupati. Durante questo inizio di campagna referendaria sulle modifiche costituzionali le emittenti radiotelevisive, e in particolare la Rai, hanno dato una rappresentazione distorta dei soggetti in causa, visto che la quasi totalità del tempo è stata dedicata ai sostenitori del Sì, su tutti il governo. Ai sostenitori del No è stato invece concesso un tempo limitatissimo e quel che è peggio è che il fronte del No viene costantemente individuato nella opposizione della destra e della sinistra parlamentare, mentre su tutte le multiformi forze della cittadinanza attiva vige il silenzio più assoluto.

“Il Comitato per il si – si legge fra l’altro nella lettera di Pace e Zagrebelski a Mattarsella- ha goduto non solo dell’impegno propagandistico profuso largamente e in ogni occasione possibile, propria e impropria, dal partito di maggioranza e numerosi esponenti di governo, ma anche di una copertura mediatica senza limiti e senza riguardo per un minimamente accettabile equilibrio informativo. Questo – è accaduto proprio quando si avverte e si proclama la necessità di diffondere la partecipazione democratica e di operare per sanare la frattura aperta tra governanti e governati, tra istituzioni e cittadini, frattura che tutti a parole deprecano“.

“Nell’avvicinarsi l’ora di svolgimento del referendum – conclude la lettera inviata al Colle – ci rivolgiamo a Lei certi che Ella non possa non condividere le preoccupazioni per un confronto che, se si dovessero riprodurre le distorsioni che abbiamo finora constatato, non potrebbe dirsi onesto e finirebbe per acuire le divisioni e i sospetti: per di più su un tema di cruciale importanza per la vita democratica quale è la riforma della Costituzione. Per questo le chiediamo di far valere, secondo ciò che riterrà più opportuno ed efficace, la sua autorità super partes per garantire la parità tra le posizioni, tanto più ora che la campagna elettorale per il referendum costituzionale sta per entrare nel vivo”.  (askanews)

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