Kobler (ONU): in Libia i profughi sono ”traumatizzati”

 

onu-KoblerI profughi ‘ospitati’ nei campi in Libia sono “traumatizzati, hanno perso i loro parenti”. Lo ha detto l’inviato dell’Onu per la Libia, Martin Kobler alla radio Deutsche Welle. “Ho sentito storie di un senegalese che ha perso la sua famiglia nella traversata nel deserto. Queste persone sono scioccate, vorrebbero tornare nei loro Paesi. Altri invece vorrebbero continuare il loro cammino verso l’Europa”.

Kobler ha poi definito “scadente” la situazione nei centri di accoglienza, sottolineando l’imperativo di avere “un unico governo di unità nazionale ed un esercito unificato”.

“In Libia sono presenti 235 mila rifugiati”, mentre “dall’inizio dell’anno oltre 77 mila hanno lasciato questo Paese per l’Europa ed in estate si prevede che aumenteranno i flussi”, ha proseguito Kobler aggiungendo che per contrastare i trafficanti di esseri umani è necessario “ricostruire il potere centrale dello Stato”. L’inviato Onu per la Libia ha poi annunciato “programmi per la formazione dei guardiacoste”. Sull’operazione Sophia ha aggiunto “che non può riportare i migranti in Libia, perché tale operazione interviene solo in acque internazionali e non in acque libiche”. ansamed



   

 

 

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