Belgio elimina ora di religione: al suo posto un «vero indottrinamento» laicista

 

L’ora di religione a scuola in Belgio sarà dimezzata e sostituita con l’insegnamento di cittadinanza. La modifica è stata approvata dal governo belga per gli istituti di lingua francese ed entrerà in vigore a ottobre 2016 nelle scuole primarie e a ottobre 2017 nelle secondarie.

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IL DIMEZZAMENTO. Attualmente in Belgio in tutte le scuole sono previste due ore di religione a settimana. È possibile scegliere tra religione cattolica, ortodossa, musulmana, ebraica, protestante e «morale aconfessionale». Ognuna delle tre principali comunità linguistiche del paese (francese, fiamminga, tedesca) può scegliere in autonomia il suo programma educativo. Quella francese ha appunto deciso di eliminare un’ora di religione e di introdurre al suo posto «educazione di filosofia e cittadinanza».

STUDENTI CONTRARI. La decisione è stata fortemente contestata. Innanzitutto dagli studenti, il 97 per cento dei quali ha affermato di preferire le due ore di religione. Poi dalla Conferenza episcopale belga, che ha argomentato molto laicamente: «Rimuovere le ore di insegnamento cattolico significa relegare la fede nella sfera privata. E questo, per uno Stato democratico, è un impoverimento».

«INDOTTRINAMENTO IDEOLOGICO». Molti insegnanti sono poi preoccupati dal contenuto del nuovo insegnamento. Secondo quanto dichiarato da un docente a Cna, «questi corsi di cittadinanza fanno parte di un vero e proprio indottrinamento ideologico». Se la retorica di facciata li spaccia per neutrali, in realtà non sono, come sostengono tanti, cours de rien, corsi di nulla, ma saranno «pieni di contenuti ideologici: teoria del gender, omosessualità, eutanasia e aborto non verranno affatto presentati in modo neutrale».

ESCLUSI I CATTOLICI. C’è un altro problema. Il governo ha stabilito che questi corsi dovranno essere tenuti da «professori neutrali». In realtà, sotto il manto della neutralità si nasconde un laicismo feroce e fortemente discriminatorio nei confronti delle persone religiose. Non solo gli insegnanti dell’ora di cittadinanza non dovranno appartenere a una religione, ma siccome è impossibile verificare in modo oggettivo questo aspetto, saranno esclusi dall’insegnamento tutti quei professori che siano stati educati in istituti cattolici o università religiose. Per la prima volta, la laurea ottenuta in un istituto di ispirazione teoricamente religiosa varrà meno delle altre.

POSTI DI LAVORO A RISCHIO. Questa misura metterà nei guai molti docenti. In Belgio, infatti, è necessario avere una cattedra di un numero minimo di ore per poter insegnare. E poiché gli insegnanti di religione hanno avuto tutti una formazione religiosa, tanti rischiano ora di perdere il posto a causa dell’ora a settimana che gli verrà strappata. Anche per questo il Cereo (Collectif des Enseignants de Religion dans l’Enseignement Officiel) ha protestato inviando una lettera datata 30 giugno al governo.

ESTREMISMO ISLAMICO. Ma al di là dei problemi legati al lavoro, ce n’è un altro tra quelli sollevati dal Cereo che dovrebbe far riflettere. In un paese che, come si è visto dopo gli attentati di Bruxelles, i giovani musulmani sono spinti verso il fanatismo e l’estremismo, «è più che mai necessario coltivare in ogni studente un rapporto intelligente con la religione». Per gli insegnanti, l’ora di religione «aiuta a combattere l’indifferenza, il dogmatismo, l’intolleranza e la violenza», favorendo invece «libertà di espressione, scambio e dibattito, nel rispetto della personalità di tutti gli alunni». Il Belgio ha davvero bisogno di sostituire un simile insegnamento con un’ora di laicismo, che serve solo a promuovere un individualismo esasperato?

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