Monaco, polizia: “Il killer soffriva di crisi depressive dal 2012″

 

ali-Sonboly

Il 18enne killer di Monaco “soffriva di crisi depressive ed era stato ricoverato nel 2012″. E’ quanto detto da uno degli inquirenti che stanno conducendo l’inchiesta sull’attacco di Monaco che ha anche specificato che il 18enne, nato e cresciuto nella città tedesca, era stato sottoposto a cure psichiatriche.

Pare che recentemente fosse molto arrabbiato a causa di una bocciatura a scuola.

Si chiamava Ali Sonboly ed era figlio di un tassista l’attentatore 18enne. Lo riporta il sito del Daily Mail, precisando che la madre del killer lavora in un grande magazzino tedesco, Karstadt. L’indentificazione fornita dal tabloid britannico non è stata comunque confermata dalle autorità tedesche che finora, come sottolinea la corrispondente del Guardian, fanno riferimento a lui solo come ‘David’ S.

L’ARMA – “Il killer ha usato una pistola semiautomatica Glock 17, che probabilmente aveva ottenuto in modo illegale” ha reso noto il capo della polizia di Monaco, Hubertus Andrae, precisando che “comunque il 18enne non aveva un porto d’armi”.

“La furia nella testa: Perché gli studenti uccidono”. E’ questo il titolo di uno dei libri trovati dalla polizia a casa del killer di Monaco, insieme ad altro materiale e documenti che testimoniano, hanno spiegato gli inquirenti, il suo interesse ossessivo per le stragi e le sparatorie di massa commesse da giovani e studenti.



   

 

 

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