RAI Bilderberg non garantisce la pluralità di informazione e censura di Libero

Sabato 16 luglio. Ore 7;15 del mattino. Trasmissione “Prima Pagina” su radio Rai 3.

Il conduttore, come da prassi, legge tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali (titoli e parti di alcuni articoli), compresi quelli meno noti, “dimenticandosi” – incredibilmente – di leggere e di menzionare il quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri.

Ora, una “dimenticanza” ci può anche stare, seppur strana perché Libero è uno dei principali quotidiani a distribuzione nazionale, quindi è quantomeno naturale che sorga un sospetto…

Non sarà forse la legittima campagna giornalistica contro l’€uro – che Vittorio Feltri ha ingaggiato su Libero dopo la Brexit – a provocare improvvise “amnesie” da parte dei conduttori Rai?

Già, la campagna contro l’€uro.

Subito dopo il referendum tenutosi in Gran Bretagna lo scorso 23 giugno – dove il popolo britannico ha democraticamente espresso la volontà di abbandonare l’Unione Europea – Libero ha iniziato a raccogliere adesioni per un’uscita anche da parte dell’Italia sia dall’UE che dalla moneta unica! Iniziativa che, nel giro di appena una settimana, pare abbia superato le 10.000 adesioni! E considerato che occorre comprare il giornale, tagliare il tagliandino, compilarlo e spedirlo per posta o per e-mail alla redazione di Libero (insomma, bisogna mettersi lì a farlo e perderci un po’ di tempo), ben diecimila adesioni corrispondono all’equivalente di almeno centomila firme (opinione personale)!

Come ormai tutti sanno, in Italia – dai giornalai di regime ai politici radical-chic del “politicamente corretto” – è vietato discutere su un’eventuale uscita del nostro Paese dalla moneta unica, vera causa del disastro economico e sociale di quello che un tempo era definito “il Bel Paese“. E se qualcuno ci prova, vedesi Libero, viene deliberatamente oscurato o ignorato. Nei casi peggiori denigrato o confinato nel recinto dei “populisti“!

Ciò detto, considerato che a tirare le redini del cavallo di viale Mazzini è una tale Monica Maggioni, già “commensale” del club Bilderberg, non c’è nulla di che meravigliarsi! La strategia del potere è sempre la stessa: le voci fuori da coro, in un modo o nell’altro, devono essere zittite!

Pubblichiamo qui di seguito – vista la “dimenticanza” RAI – sia la prima pagina di Libero di sabato 16 luglio 2016, sia l’articolo del prof. Paolo BECCHI sui fatti di Nizza, argomento principale di sabato insieme al tentativo di golpe in Turchia:

Libero sabato 16 luglio

Libero-sabato-16-luglio

A questo punto la domanda sorge spontanea: per quale motivo gli italiani devono continuare a pagare il canone RAI?

La libertà, la democrazia e la pluralità di informazione sono in pericolo! Occorre vigilare!

Giuseppe PALMA – scenari economici



   

 

 

1 Commento per “RAI Bilderberg non garantisce la pluralità di informazione e censura di Libero”

  1. mauro morganti

    Certo, come da copione… hanno una paura fottuta del ritorno alla LIRA DI STATO… se fatta a regola d’arte SENZA LASCIARE SPIRAGLI DI ATTACCO SPECULATIVO questi si ritroveranno dall’oggi al domani con TUTTE le loro banche INSOLVENTI… e tutti i loro dipendenti (315 mila??) a spasso con una bella riga di cause per RISARCIMENTO DANNI da far paura… in più questa BCE come potrà spendere la propria BANCONOTA FASULLA visto che SONO ANNI CHE LA EMETTE A VUOTO??
    … ma ancora non si capisce che questa banca è INSOLVENTE????

Commenti chiusi

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