“La riforma della Costituzione proposta da Renzi è una solenne porcheria”

 

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Mi chiamo Carlo Violati, nato in Roma il 26 aprile 1931 e abitante in Roma a Piazza Capponi 13.
Sono stato Consigliere Delegato del gruppo Sangemini-Ferrarelle-Boario-Nepi-Santagata-San Paolo, per tanti anni.
Mi vanto di aver guidato per tanti anni la Federazione delle acque Minerali e termali italiane.
Il gruppo da me guidato aveva prodotto un miliardo e ottocento milioni di confezioni di acque minerali, spesso da un litro e mezzo.
Guido Carli mi aveva nominato responsabile della Confindustria per i problemi del Mezzogiorno.
Mi vanto di aver inventato e pubblicizzato il mio slogan
“LISCIA, GASSATA O FERRARELLE?
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Dopo questa mia (forse troppo superba) presentazione Le invio questa nota:
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“La riforma della Costituzione proposta da Matteo Renzi è una solenne porcheria sia dal punto di vista della efficacia, sia dal punto di vista del rispetto degli elettori.
La riforma servirebbe solo a dare (secondo la mia personale opinione) maggiori poteri ad un imbroglione che non ha avuto nessun mandato popolare.
Va mandato a casa prima possibile per salvarci da un imbroglione pericoloso che si preoccupa di aumentare i propri poteri cercando di giustificarli con un vantaggio per tutti”.
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Se si volesse veramente ridurre il numero dei parlamentari, senza togliere al popolo la scelta dei propri rappresentanti, si potrebbe prendere a modello un sistema collaudato ormai da tanti anni.
Si potrebbe prendere come modello quello degli USA, che hanno una Camera dei Rappresentanti di 325 membri ed un Senato di 100 membri.
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Come si potrebbe comporre il nuovo Parlamento:
1) La Camera dei deputati è composta da 325 deputati, eletti secondo la formula seguente “numero abitanti di tutta l’Italia diviso per 325 (a oggi sarebbero 1 per ogni circa 184.600 abitanti componenti ogni regione);
I votanti saranno quelli che hanno superato i 18 anni.
2) il senato è composto da 100 senatori eletti in numero di 5 per ognuna delle venti Regioni.
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In questa maniera, riservando al Senato le mansioni che oggi sono simili a quelle del Senato USA, si avrebbero due vantaggi:
A) togliere il bicameralismo che vuole ogni legge approvata dalla due Camere;
B) attribuire alle Regioni una pari dignità al Senato, nella difesa delle prerogative di autonomia regionale;
C) con questa proposta il totale degli eletti passa dagli oltre 945 di adesso a 425, ossia 500 in meno.
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POI UNA MIA PROPOSTA PER EVITARE I SOPRUSI DEI POLITICI A DANNO DI NOI CHE PAGHIAMO LE TASSE:

Costituzione della Repubblica italiana Art. 3
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
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ALLORA BISOGNA AFFERMARE CHE:
CHI FA PARTE DI UNA ORGANIZZAZIONE PUBBLICA NON PUO’ STABILIRE I PROPRI COMPENSI O ATTRIBUIRSI ECCESSIVI BENEFICI DOPO LA FINE DELL’INCARICO”.

Deve essere una regola per tutti, ad evitare di far pagare ai comuni cittadini, con la tassazione, degli spropositati benefici.
Faccio un esempio: tutti coloro che lavorano nel Parlamento (impiegati, fino agli usceri) prendono stipendi faraonici. Invece si dovrebbe adottare un tariffario unico per tutti gli impiegati pubblici, senza specifici enormi benefici per pochi privilegiati.

ECCO QUANTO GUADAGNANO, PER 13 MENSILITA’, I COMUNI DIPENDENTO PUBBLICI:
Secondo i dati dell’Aran, aggiornati al 2013, (N.B.e le retribuzioni non sono aumentate, visto il blocco voluto dal Governo) il compenso lordo medio annuo è di 27.500 euro. Non tutti i salari, però, sono uguali. Per i militari la retribuzione media è di 32.300 euro lordi circa, per le forze dell’ordine supera i 34mila euro mentre per tutti gli altri lavoratori dello stato non arriva a 26.500 euro. Si tratta di un livello inferiore a quello che si registra nel settore privato (27mila euro annui) e in particolare nell’industria (27.785 euro).
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TUTTI I CITTADINI, NON COMPROMESSI CON LE RUBERIE DEI FAVORITI CHE PRENDONO INCREDIBILI BENEFICI, DEBBONO CHIEDERE
ALLA MAGISTRATURA DI OCCUPARSI DI QUESTE RUBERIE LEGALIZZATE. SI DOVREBBE FARE UNA AZIONE COMUNE CONTRO GLI ECCESSIVI COSTI DI CHI COMANDA.
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Ma c’è chi invece può fare delle leggi che gli permettono di rubare soldi agli italiani. Parlo di Camera e Senato, ma poi ci sono le Regioni che danno a pochi troppi benefici.
Partiamo dal grado più basso, cioè i commessi, o i famosi barbieri. Appena arrivati hanno un lordo di 2.482 euro al Senato e 2.338 euro alla Camera.
Con 40 anni di anzianità l’ultimo stipendio dell’usciere è di 10.477 euro lordi mensili (aumentato del 400% rispetto inizio carriera), che moltiplicati per 15 mesi fanno 157.500 euro all’anno, come un dirigente di una grossa azienda.
La fascia successiva, le segretarie che fanno le fotocopie e mandano le convocazioni delle commissioni, che partono appena assunti da 3.048 euro al mese e finiscono la carriera con 12.627 euro mensili al Senato e 11.949 alla Camera.
Poi ci sono i funzionari, che partono da 3.700 come neoassunti e finiscono a 17mila euro,
fino ai dirigenti, che progrediscono da 5.593 a 27.885 euro mensili. Quando la Corte costituzionale ha bocciato il taglio del 5% sugli stipendi pubblici oltre i 90mila euro, i dipendenti del Senato hanno fatto ricorso. E Palazzo Madama ha dovuto sborsare 2,2 milioni sull’unghia per risarcirli. Mentre le casse pubbliche andavano, e vanno, a picco.
E sono milioni gli italiani POVERI.
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Povertà assoluta, situazione non cambiata dal 2014:
Nel 2014, 1 milione e 470 mila famiglie (5,7 per cento di quelle residenti) è in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone (6,8 per cento della popolazione residente). Tra loro: 1 milione 866 mila risiedono nel Mezzogiorno (il 9 per cento), 2 milioni 44 mila sono donne (6,6 per cento), 1 milione 45 mila sono minori (10 per cento), 857 mila hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni (8,1 per cento) e 590 mila sono anziani (4,5 per cento).
(N.B.Recentemente in televisione hanno mostrato dei poveri italiani che rovistavano nella spazzatura per prendere qualche avanzo da mangiare).

Carlo Violati

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