UE, Mogherini: 100 milioni di euro per sicurezza e sviluppo nei paesi partner

 

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Un potenziamento della capacità dell’Ue a sostegno della stabilità, della sicurezza e dello sviluppo nei paesi partner: è questo il contenuto della comunicazione presentata ieri a Strasburgo dalla Commissione Ue e dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Le misure proposte, descritte in una comunicazione congiunta sulla riforma del settore della sicurezza nei paesi partner, che prevede anche una proposta legislativa per ampliare lo strumento dell’Ue per contribuire alla stabilità e alla pace (Icsp), prevedono un’assistenza più completa per gli attori del settore della sicurezza nei paesi partner, tra cui quello militare (ma solo in circostanze eccezionali), in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Lo scopo è utilizzare l’assistenza dell’Ue in modo più efficace e flessibile per aiutare i partner a prevenire e a gestire le crisi in modo autonomo. Si dovrebbe perciò rafforzare il legame tra la sicurezza e lo sviluppo sostenibile, oltre che contribuire a garantire il rispetto dello stato di diritto, del buon governo e rafforzare il controllo civile sulle attività militari. “Investire nella sicurezza dei nostri paesi partner è negli interessi dell’Ue e dei nostri partner”, ha spiegato Mogherini, ricordando che “affrontiamo tutti sfide condivise come il terrorismo, i conflitti e l’estremismo. “Dobbiamo dare ai nostri partner – ha aggiunto – il potere di affrontare la sicurezza, la governance e la stabilità”. Mogherini ha ricordato del suo recente incontro con i paesi del G5 Sahel (ossia Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad), il quale “ha confermato che questo è ciò che si aspettano da noi“.

Secondo il capo della diplomazia Ue “le proposte ci permetteranno anche di migliorare il nostro contributo alla pace e alla stabilità, alla democrazia, diritti umani e allo sviluppo inclusivo“. La proposta di oggi fa seguito alla comunicazione congiunta di aprile 2015 della Commissione europea e di Mogherini, dal titolo “Capacity building a sostegno della sicurezza e dello sviluppo”, che aveva individuato le lacune nella capacità dell’Ue a sostegno della “capacity building” dei partner nel settore della sicurezza. Una nota della Commissione spiega che l’ampliamento dell’Icsp mira a consentire all’Ue di fornire un’assistenza più efficace per gli operatori del settore della sicurezza, tra cui gli attori militari in circostanze eccezionali, nei paesi partner. Per aiutare i partner a sviluppare la capacità di contribuire allo sviluppo sostenibile e al raggiungimento di società pacifiche e inclusive, l’assistenza può coprire la fornitura di programmi di capacity building a sostegno della sicurezza e dello sviluppo, compresa la formazione e la consulenza, la fornitura di equipaggiamento non letale, il miglioramento delle infrastrutture e altri servizi.

Sempre ieri a Strasburgo è stato presentato e adottato anche il quadro di riforma del settore della sicurezza, che mira a rafforzare l’efficacia dell’Ue nella promozione e nel sostegno dei partner sforzi nel rendere gli stati più stabili e gli individui più sicuri, così come a promuovere il buon governo, oltre che la sostenibilità dei paesi partner nel settore della sicurezza. Secondo la Commissione “queste proposte dovrebbero essere considerate nel quadro dell’agenda per il 2030 delle Nazioni Unite per per lo sviluppo sostenibile”, che i leader internazionali e l’Ue hanno approvato nel settembre 2015. L’obiettivo dello sviluppo sostenibile è infatti quello di promuovere società pacifiche e inclusive, ed è questa la direzione in cui si muove la comunicazione presentata oggi. Non è stata indicata una lista di paesi cui si applicherebbero le nuove misure, in quanto la Commissione spiega che “questo nuovo quadro si applica in tutti i contesti e in tutti i paesi in cui l’Ue decide di sostenere il settore della sicurezza”. Sempre la Commissione spiega che, secondo quanto prevede la proposta, l’assistenza dell’Ue non sarà utilizzata né per finanziare le spese militari ricorrenti, né per l’acquisto di armi e munizioni. Per attuare la proposta, la dotazione finanziaria dello strumento dell’Ue per contribuire alla stabilità e alla pace verrà potenziata nel corso di un periodo di quattro anni (ossia tra il 2017 e il 2020), di 100 milioni di euroAgenzia Nova



   

 

 

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