La beffa: arrivano altri 95 milioni per il Giubileo. A Giubileo finito!

 

di Franco Bechis

Ci voleva la beata innocenza di un prefetto come Francesco Paolo Tronca, commissario straordinario di Roma Capitale, per scriverlo nero su bianco in una delibera ufficiale, quella sull’aggiornamento del “Piano organico e coordinato del Giubileo straordinario della Misericordia”. Palazzo Chigi ha liberato una seconda tranche dei fondi per affrontare l’emergenza giubilare, e non è cifra da poco: 95,569 milioni di euro sui 159 milioni complessivi stanziati.

Renzi-Tronca

Solo che la burocrazia come sempre ci ha messo il suo bel zampino. Dalla presidenza del Consiglio dei ministri quei fondi sono stati deliberati già in notevole ritardo, come Dpcm del 6 aprile scorso. Poi quel testo ha dovuto fare il giro delle sette chiese per avere l’imprimatur, e alla fine solo a giugno i soldi sono arrivati al Comune di Roma. Che dovrà fare i necessari bandi di gara imposti dall’Anac, fare le selezioni, affrontare eventuali ricorsi, e dare il via ai lavori necessari per l’accoglienza pellegrini. Con un piccolo ostacolo: quello dei tempi del Giubileo, visto che mancano appena 5 mesi alla sua chiusura. Se al comune di Roma ci fosse stato un politico, avrebbe fatto finta di nulla, e usato quei soldi senza grandi complimenti per quel che gli serviva di più. Ma c’è un prefetto, che non se la sente di prendere in giro nessuno.

Così scrive nero su bianco che nella riunione di coordinamento fra comune di Roma e presidenza del Consiglio dei ministri il 10 maggio scorso “è stato condiviso l’assunto che le risorse sono state messe a disposizione di Roma Capitale per interventi da espletare in occasione dell’evento giubilare e che- ferma restando la necessaria riferibilità e connessione con tale evento straordinario- i relativi interventi finanziati possano trovare completamento anche oltre la scadenza del Giubileo, purché le relative procedure amministrative risultino avviate nel periodo giubilare”.

Tradotto in parole povere: useremo quei soldi ben sapendo che non serviranno in gran parte all’organizzazione o all’emergenza del Giubileo, perché i lavori saranno terminati quando tutti i pellegrini ormai saranno tornati nei loro paesi e nelle loro case. Ma li useremo lo stesso, con un piccolo trucco: basta iniziare la pratica burocratica di ogni singolo appalto entro la fine del novembre scorso, quando terminerà l’anno santo voluto da Papa Francesco e dovremmo solo scrivere- anche se scriveremo il falso- che quei lavori pubblici serviranno al Giubileo. E’ la prima volta nella storia delle leggi italiane che si trova appunto scritto e verbalizzato un falso, spiegando che quello è l’accordo trovato con il governo. Almeno non c’è ipocrisia.

Tronca allega alla alla sua delibera anche la tabella delle opere da finanziare con i nuovi soldi arrivati dalla presidenza del Consiglio dei ministri. E con quella nasce qualche problema in più. Perché è difficile sapere a cosa potrà servire il capitolo di spesa destinato all’incremento dei servizi di accoglienza dei pellegrini, se i soldi arriveranno a destinazione finale solo a Giubileo finito. E quando i pellegrini saranno ormai tutti a casa loro, a che servirà acquistare “piante, fiori ed arredi per percorsi ed eventi giubilari?”.

Come impiegare poi i 4,6 milioni di euro che ora vengono destinati al “potenziamento attività di pulizia, raccolta rifiuti, spazzamento, fornitura e gestione bagni chimici, sanificazione spazi in occasione degli eventi giubilari”? E i fondi che dovrebbero servire per “servizi di volontariato giubilare in attività di Safety”? Stessa domanda nasce spontanea davanti ai 180 mila euro che saranno destinati in un futuro prossimo per pagare “Skype for business a supporto eventi per il Giubileo”, che non ci sarà più.

Pazienza per i milioni destinati alla riqualificazione delle piazze e delle vie che i pellegrini percorrono per arrivare agli appuntamenti in calendario per l’Anno Santo. Invece di averle riqualificate e più fruibili, i poveretti dovranno attraversarle come una corsa ad ostacoli fra cantieri che sorgeranno come funghi proprio nel rush finale del Giubileo. Si rovina la vita a loro, ma quelle opere anche se terminate a fine anno o addirittura nel 2017, resteranno un gradito cadeaux per il sindaco di Roma eletto al ballottaggio di domenica 19 giugno. Che potrà rivenderselo come abbellimento della città di cui ringraziare il suo governo. Anche il resto della spesa non farà versare grandi lacrime, perché in gran parte destinato a pagare straordinari infrasettimanali a vigili urbani e dipendenti comunali. I soldi ci sono, ora che saranno disponibili per loro non ce ne sarà bisogno per il Giubileo, ma visto che saranno stati pagati la nuova amministrazione comunale potrà farli lavorare gratis (già pagati) per altre iniziative.

L’IMBECCATA



   

 

 

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