“Ma quale omofobia, ho solo cercato di difendere mio figlio dai ricatti”

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TORINO, 5 GIU – “Ma quale omofobia, ho solo cercato di difendere mio figlio (18anni, NDR) dai continui ricatti, e dalle avances sessuali di quell’uomo…”.(un marocchino quaratenne)

Si difende così l’imprenditore cuneese accusato di avere organizzato un raid punitivo contro l’amante del figlio perché non accettava la sua omosessualità. L’uomo è assistito dall’avvocato albese Matteo Ponzio.

“E’ ovvio che non si è trattato di una spedizione omofobica – sostiene il legale -. Voleva invitare l’uomo a smettere di importunare il figlio ed è intervenuto soltanto dopo che quell’uomo ha tentato di investire il giovane con l’ auto“.

La versione è al vaglio dei carabinieri, che proseguono le indagini per far luce sull’episodio. Sulla ricostruzione mantiene il massimo riserbo l’avvocato dei due aggrediti, l’ex presidente leghista della Regione Piemonte, Roberto Cota. “Stiamo aspettando che finiscano gli accertamenti – si limita a dire quest’ultimo -, dopo vedremo il da farsi”.

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