Volontario di ONG filantropiche violenta oltre 200 bambini

 

Un orco travestito da fotografo, da insegnante, da benefattore. Dietro la maschera, il volto abominevole del predatore seriale di bambini, capace d’infierire su piccoli di pochi anni. Talora di pochi mesi. E’ orrore e vergogna in Gran Bretagna per Richard Huckle, 30 anni, destinato a passare alla storia come uno dei piu’ infami pedofili della storia criminale moderna per aver adescato, o letteralmente carpito da istituti e famiglie, decine di vittime innocenti fra Malaysia e Cambogia.

Richard-Huckle

Una storia di abusi e violenze atroci la sua, di perversione nascosta quanto irrefrenabile, ma anche di sfruttamento senza scrupoli della poverta’ del mondo.

Una storia che comincia e si chiude in Inghilterra, dove il mostro dalla faccia di ragazzo qualunque e’ finito – troppo tardi – alla sbarra e si prepara ad affrontare una raffica di ergastoli. Ma che si e’ consumata in terre d’Asia: soprattutto nei quartieri piu’ miserabili di Kuala Lumpur, lontano dagli svettanti grattacieli che fanno sfoggio di ricchezza e d’imitazione dell’occidente lungo la skyline della cittadella del business della capitale malaysiana. E’ in quei quartieri periferici che Huckle ha imperversato per anni, fra il 2006 e il 2014, fin da quando era soltanto ventenne, per fare il male. Anni in cui, dietro la facciata di freelance o di volontario, assoldato da ong per attivita’ filantropiche come pure dal British Council per tenere corsi d’inglese, ha in realta’ approfittato dell’accesso a orfanotrofi, case, baraccopoli, istituzioni varie per condurre di nascosto la sua caccia accanita, senza soste, a creature indifese.

Secondo la polizia australiana, la prima ad aver indagato su di lui sulla base di materiale scovato fra i recessi d’internet, nella sua rete sono finiti circa 200 bambini e bambine: i piu’ grandi di 12 anni, i piu’ piccini di sei mesi appena, quasi neonati. Azioni turpi che si fa fatica a dire o anche solo a pensare, ma di cui almeno in parte c’e’ purtroppo conferma nei documenti: foto e video, in grado di turbare gli investigatori più temprati, che egli stesso ha esibito su siti segreti del cosiddetto ‘dark web’, condividendoli con altri pedofili rintanati in quell’abisso di depravazione fra racconti compiaciuti, dettagli raccapriccianti sottolineati come nulla fosse e consigli o indicazioni a potenziali emuli.

Un catalogo di nefandezze confluito nel fascicolo processuale aperto infine in patria contro di lui. Arrestato al suo rientro, direttamente all’aeroporto di Gatwick, e’ stato rinnegato dai familiari al momento del rilascio su cauzione. Per mesi l’inchiesta e’ rimasta coperta dal riserbo. Fino a ieri, quando, Richard Huckle, il “ragazzo tranquillo e un po’ “solitario” di Ashford, nel Kent, e’ stato inchiodato dalla corte londinese di Old Bailey ai misfatti compiuti. Misfatti in parte confessati, per 71 episodi di stupro su 23 piccole vittime. La lettura del verdetto chiamato a definirne la pena e’ ora in corso, ma si tratta solo di conteggiare il numero degli ergastoli.

Fra i particolari piu’ rivoltanti emersi dalle pieghe delle indagini, un post da ghiacciare il sangue diffuso su un sito ‘sotterraneo’ per altri maniaci. L’orco vi scriveva: “Ho vinto il jackpot, una bambina di 3 anni che mi e’ devota come un cane. E della quale non sembra importare nulla a nessuno”.

Alessandro Logroscino – - ANSA

 



   

 

 

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