«Vola come una farfalla, pungi come un’ape». Morto Cassius Clay

 

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Cassius Marcellus Clay Jr (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016), è stato un pugile statunitense, tra i maggiori e più apprezzati sportivi della storia. Cassius Clay, aveva vinto l’oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista aveva detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un’ultima breve parentesi ancora nel 1978.

Convertitosi all’islam nel 1964, con il nome di Muhammad Ali era noto anche per essersi rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam. Affetto dalla Sindrome di Parkinson, dopo il suo ritiro dal mondo sportivo Ali si era distinto per le sue azioni umanitarie.

Nella sua ultima presa di posizione pubblica, pur senza nominarlo esplicitamente, ha invitato Trump e gli altri politici a non usare l’islam per fini politici.

LE FRASI LEGGENDARIE – ASKANEWS

“Amo vedere il mio nome dove tutti possono leggerlo. Un giorno lo vedrò circondato da brillantissime, brillantissime luci”. Si espresse così Muhammad Ali dopo la vittoria dell’oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960. Questa è solo una delle tante frasi dette dal campione, scomparso questa mattina all’età di 74 anni, durante la sua lunga carriera fatta di provocazioni e tante vittorie. Prima del match contro Sonny Liston nel ’74 in cui si giocava il titolo mondiale Ali si espresse così nei confronti del suo avversario: “Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Sonny Liston non è niente. Non sa parlare, non sa combattere, ha bisogno di lezioni di dizione, di boxe. E dopo che mi avrà affrontato avrà bisogno di lezioni su come cadere”.

La frase probabilmente più famosa è quella del 17 febbraio 1966 quando commentò il rifiuto di servire l’esercito degli Stati Uniti nella guerra in Vietnam: “Non ho nulla contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro”, parole che diventarono anche lo slogan delle lotte per i diritti dei neri negli anni Sessanta. Dopo aver cambiato il suo nome da Cassius Clay a quello di Muhammad Ali, spiegò con forza il motivo della sua decisione: “Cassius Clay è un nome da schiavo. Non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome di libertà, ora dovete usare quello”.

Il meglio di sé, però, Ali lo mostrava nelle conferenze stampa alla vigilia degli incontri importanti come quello contro Kinshasa del 1974 quando disse: “Io combatto non per me, ma per i miei piccoli fratelli che stanno dormendo per terra, per la gente di colore che non può mangiare”. “I campioni non nascono in palestra, sono fatti di qualcosa che viene dal loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione” e “Un uomo che vede il mondo a 50 anni nello stesso modo in cui lo vedeva a 20 ha perso trent’anni della propria vita” disse al presidente Ferdinand Marcos delle Filippine pochi giorni dopo aver battuto Frazier nel Thrilla in Manila il primo ottobre 1975



   

 

 

1 Commento per “«Vola come una farfalla, pungi come un’ape». Morto Cassius Clay”

  1. E’ morto un apostata pieno di odio e violenza: il mondo senza di lui sarà migliore e certo in molti non ne sentiremo la mancanza.

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