Il ministro Gentiloni (Pd) viola spudoratamente il silenzio elettorale

 

Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha violato il silenzio elettorale ed ha pubblicato su facebook un post in cui indica di votare il candidato Giachetti, suo compagno di partito.

giachetti

Nelle città in cui domani si vota la posta è davvero alta.
Non facciamoci distrarre dal fiume di parole sulla crisi del ruolo dei Sindaci (certo non siamo più negli anni della scoperta dell’elezione diretta, ma dal Sindaco continua a dipendere molto della vita in città), o su quanto sia stata brutta la campagna elettorale (avete mai sentito dire “ma quanto è stata bella!” di una campagna elettorale?). Da Torino a Cagliari abbiamo ottimi sindaci uscenti e candidati del Pd da sostenere.
A Roma, la mia città, la sfida è tra le più attese. Prima ancora che per ragioni politiche, per le difficoltà in cui Roma è sprofondata negli ultimi anni. Roma era stata il simbolo della bella stagione dei Sindaci eletti direttamente, poi sono arrivati gli anni disastrosi di Alemanno, gli scandali di Mafia Capitale, il fallimento del tentativo di Ignazio Marino. Un lungo cammino di degrado che ora abbiamo finalmente l’occasione di interrompere. La città ha risorse straordinarie, e non parlo solo di quelle regalate dalla storia. Mi riferisco a capacità di lavoro, di innovazione, di impegno sociale che aspettano solo di essere valorizzate.
A Roma serve dunque un Sindaco vero. Non un Sindaco per ripicca. Non un Sindaco per decidere quale sia il peso di Salvini. Un Sindaco vero, garanzia di onestà e indipendenza dalle reti clientelari, esperto della città e del Comune, capace di prendere le decisioni necessarie. Uno come Roberto Giachetti. Certo, io lo sostengo anche perché è del mio partito e perché siamo amici. Ma chiunque voglia rimettere in moto la città, anche a prescindere dalle appartenenze, può dare fiducia a Giachetti e alla sua squadra sicuro di non sbagliare.

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Commenti a dir poco scandalizzati. C’è chi scrive: “Cioè lei ministro della repubblica fa campagna elettorale durante la giornata di silenzio? Ma lei sta scherzando spero non avete pudore..”

E c’è anche chi gli ricorda di rispettare le leggi: “Il silenzio elettorale designa la pausa della campagna elettorale che si effettua il giorno prima e il giorno stesso delle elezioni e, come tutta la campagna elettorale, è disciplinato dalla legge 4 aprile 1956 n. 212[1], integrata da interventi successivi. Il silenzio elettorale, in particolare, è disciplinato dall’articolo 9, così come modificato dalla l. 130/1975[2].

Per effetto di questo articolo nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda (comma 1) e inoltre nei giorni destinati alla votazione è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali (comma 2). È quindi consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche previste all’articolo 1 della stessa legge (comma 3) e la distribuzione di volantini in mano o dentro le buchette della posta, telefonate dirette e messaggistica di vario genere.”



   

 

 

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