Il Consiglio d’Europa attacca la Croazia “impennata di nazionalismo”

 

“L’impennata del nazionalismo e della radicalizzazione politica in Croazia sta avendo effetti negativi sui diritti delle minoranze nazionali, in particolare nelle zone maggiormente colpite dal conflitto degli anni ’90”.

È l’allarme lanciato dal Comitato consultivo del Consiglio d’Europa sulla convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali nel suo ultimo parere sulla Croazia. Nonostante il Comitato sottolinei che il Paese ha una legislazione “favorevole per le minoranze”, lo stesso osserva che “le leggi rimangono spesso inapplicate”, e che questo si traduce in “troppo pochi rappresentanti delle minoranze impiegati nei servizi pubblici, e il mancato rispetto del diritto a usare la propria lingua e scrittura in alcuni comuni”.

A questo si aggiungono gli effetti negativi che sta avendo l’aumento del nazionalismo, con un correlato aumento del discorso d’odio “divenuto più accettabile nei media e in politica” e “un dibattito pubblico sulle minoranze largamente dominato da pregiudizi”, che sta inducendo molti membri delle minoranze dal richiedere il rispetto dei loro diritti per paura di ripercussioni negative.

Nel suo parere il Comitato denuncia anche gli ostacoli che stanno incontrando i cittadini ritornati dopo il conflitto del 1991-1995, citando l’esempio dei serbi rientrati in zone dove la fornitura di elettricità, gas e acqua è intermittente e dove sembra non esserci stato alcun investimento sulle infrastrutture seriamente danneggiate durante la guerra.



   

 

 

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