Asti: sedicenti profughi protestano per pulizie, cibo e orari d’uscita

 

mensa-profughi

Un gruppo di profughi ospitati nell’ex Seminario Vescovile di via Carducci  ha improvvisato un sit-in davanti alla Prefettura per protestare su alcuni aspetti della loro accoglienza.

Come scrive lanuovaprovincia.it, La mattinata  era iniziata con accese discussioni all’interno della struttura dove un gruppo di “nuovi arrivati”, tutti nigeriani (quindi non profughi, ma clandestini), ha manifestato il malcontento per la pulizia dei locali, per la qualità del cibo servito e per gli orari di apertura e chiusura del portone di ingresso al cortile

Per evitare che la tensione salisse ulteriormente, è intervenuta la Polizia con alcune sue pattuglie; gli agenti hanno calmato gli animi e portato in Questura due richiedenti asilo, per facilitare il ritorno alla calma.

Un gruppo di compagni, quando ha visto i connazionali portati via dalle Volanti, si è agitato ancora di più e ha puntato verso la Prefettura, chiedendo di essere ricevuti per sapere cosa sarebbe successo ai loro amici in Questura e per far presente le loro lamentele.

Il capo di gabinetto, dottor Della Verde ha riferito che la Prefettura ha dato disponibilità ad incontrarli, ma non tutti insieme, bensì in delegazione. Condizione che non è piaciuta agli astanti i quali, dopo l’intervento di moderazione anche di una pattuglia di carabinieri del Norm, si sono dispersi.

La risposta della Cooperativa Sanitalia

«Per i pasti ci avvaliamo di un catering con menù studiati il più possibile sulle esigenze dei rifugiati e, per quelli di religione musulmana, disponiamo di tutta la documentazione sul trattamento della carne secondo i dettami di quella religione. Fra le richieste c’era quella di raddoppiare la quantità di acqua giornaliera per profugo e già da oggi siamo passati da 1 a 2 litri, anche in vista della stagione calda. (ma i clandestini non possono bere acqua del rubinetto che ad Asti è ottima?, ndr)

Le cure sanitarie sono sempre state garantite, addirittura attraverso accordi che concedevano corsie preferenziali. Senza contare – aggiunge la Fusetti – che in molte occasioni i nostri operatori si alzano all’alba per andare a fare la coda per le prenotazioni che riguardano visite specialistiche dei profughi, pur non essendo tenuti a farlo».

Già nella giornata di ieri la responsabile ha fatto un primo sopralluogo alla struttura astigiana ribadendo, ad esempio, che le pulizie dei locali e dei servizi sono a carico degli ospiti che, nei prossimi giorni, verranno adeguatamente “istruiti”.



   

 

 

1 Commento per “Asti: sedicenti profughi protestano per pulizie, cibo e orari d’uscita”

  1. tengo a precisare che non sono razzista.. ma io e mio padre (79 anni) e dal 2009 che siamo senza casa.. abbiamo vissuto due anni dentro un capannone e dal 2011 siamo dentro ad una capanna di lamiera (5×2.5) senza acqua senza servizi igienici e senza luce (usiamo un generatore di corrente tre ore al giorno) i servizi sociali lo sanno in che condizioni viviamo ma invece di darci un alloggio popolare.. volevano mandarci in una casa famiglia a sessant… allora mi chiedo… a questi “profughi” hanno dato un tetto.. da mangiare a gratis e hanno pure il coraggio di lamentarsi??? ma non hanno vergogna???

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