Brexit, sondaggi manipolati: gli europeisti non sono in testa

LONDRA – Tutta una serie di sondaggi – pagati da ambienti fermamante contrari al Brexit – hanno segnalato in questi giorni che gli “europeisti” britannici sarebbero tornati ad essere maggioranza e quindi la Gran Betagna rimarrebbe nella Ue senza problemi, superando brillantemente la prova suprema del referendum del prossimo 23 giugno.

Niente di più falso.

BrexitSecondo un sondaggio di YouGov – il più autorevole ed indipendente centro statistico a livello europeo – pubblicato oggi dal quotidiano britannico The Times, gli schieramenti per il “si’” e per il “no” all’appartenenza del Regno Unito all’Unione Europea sono appaiati, al 41 per cento, mentre gli indecisi sono il tredici per cento e il quattro per cento dichiara che non voterà.

Quindi, la partita è apertissima.

Il sondaggio entra nel dettaglio e illustra come solo il 35 per cento degli elettori che alle politiche del 2015 hanno votato per il Partito conservatore sostiene la causa europeista, contro il settanta per cento dei laboristi e il 72 per cento dei liberaldemocratici.

E non solo: tra gli anziani, diversamente da quanto indicato da altre indagini, l’euroscetticismo e’ maggioritario, soltanto il 36 per cento degli over 65 e’ per la permanenza nell’Unione.

Sul versante politico, il sondaggio di YouGov mette in evidenza che la popolarita’ del primo ministro, David Cameron e’ in forte calo a causa dell’allarmismo sull’economia, definito dagli avversari “progetto paura”: solo il 18 per cento si fida di Cameron sull’Unione europea.

Una catastrofe, per il primo ministro che ha legato la sua permanenza alla guida del governo alla vittoria contro il Brexit.

Mentre Boris Johnson, ex sindaco di Londra in prima fila nel campo antieuropeista, col 31 per cento e’ ritenuto il piu’ affidabile, seguito da Jeremy Corbyn, leader del Labour, col 28 e da Nigel Farage, leader dell’Ukip, il Partito per l’indipendenza del Regno Unito, col 22 per cento.

Effetto per nulla trascurabile della campagna pro e contro il Brexit è dato dalla forte ascesa delle credenziali di Johnson tra i possibili candidati a Downing Street per succedere a cameron, se fosse sconfitto al Brexit.

Secondo il sondaggio YouGov per il 33 per cento dei sudditi di Sua Maestà la Regina Johnson sarebbe assolutamente all’altezza del ruolo di primo ministro e per di più lo pensa anche il sedici per cento degli europeisti, il 22 per cento dei laburisti, il 30 per cento dei Lib Dem e il 57 per cento dei nazionalisti dell’Ukip di Farage.

Solo l’undici per cento, invece, vede il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, attuale braccio destro di Cameron, come futuro premier: il consenso scende al sette per cento tra i “brexiteer”, al sei tra i sostenitori del Labour e al cinque tra quelli dell’Ukip, mentre solo tra i liberaldemocratici sale al 14.

Come si vede, YouGov ha approfondito notevolmente l’analisi sulle conseguenze non della sconfitta ma della vittoria del Brexit e questo la dice lunga sulla manipolazione dell’informazione in Europa ed in Italia, specialmente, dove viene spacciata per vera l’avanzata dei contrari al Brexit, quando invece non è così, e anzi il più autorevole e “britannico” fra i quotidiani, The Times di Londra, pubblica un sondaggio dove già si parla della sostituzione di Cameron alla guida del Regno Unito.

Redazione Milano – IL NORD



   

 

 

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