Il miglior nemico degli imprenditori è lo Stato

 

Facile al giorno d’oggi parlare di eroi. Soprattutto se si pensa al grande schermo, che ogni anno ci propone un nuovo capitolo dell’interminabile saga che vede come protagonisti uomini con maschera, mantello e qualche superpotere regalato dalla (fanta) scienza. Non che io voglia bistrattare Batman, Superman o le più recenti icone cinematografiche Deadpool e Captain America, sia chiaro, ma se al giorno d’oggi esistono degli eroi, non sono certo loro.

Gli eroi della nostra quotidianità si chiamano imprenditori e portano a termine missioni ben più impossibili di qualsiasi agente speciale dotato di poteri speciali. I loro nemici sono molteplici: una burocrazia pachidermica, tasse che hanno ormai raggiunto livelli vessatori, leggi che anziché facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro in realtà pongono solo ulteriori difficoltà (e il Jobs Act non è da meno).

Stato-Ladro

Gli imprenditori non possono nemmeno contare su qualcuno. Nel mondo reale non ci sono aiutanti come Robin; anzi, lo Stato, che dovrebbe interpretarne il ruolo, rimane inerte e, nonostante predichi un abbassamento delle tasse, si limita a cambiare loro nome oppure ne promette il taglio di alcune alzandone al contempo delle altre: è il caso dell’Irpef che Renzi vorrebbe ridurre, coprendone il taglio con un aumento dell’Iva.

In generale poi la pressione fiscale complessiva sule impresein Italia (il cosiddetto total tax rate) ha ormai superato da tempo il 60% (oggi si aggira intorno al 64%). Una percentuale così alta che lo Stato può dirsi socio di maggioranza di ogni azienda italiana. Un socio che gode degli utili fino a che l’azienda è sana e che l’abbandona non appena questa si trova in difficoltà. Un socio che, per saziare le sue pretese, utilizza Equitalia con le sue cartelle esattoriali (e, da imprenditore, fatico a credere alla promessa recentemente ventilata di un’Agenzia delle Entrate più “umana” e comprensiva).

Forse, se nella nostra storia fatta da buoni e cattivi dovessimo identificare il vero antagonista del nostro eroe, questo sarebbe proprio lo Stato, il suo presunto aiutante che ne è in realtà il traditore. Decine di aziende abbassano le serrande ogni giorno(solo nel 2015 hanno dovuto chiudere circa 10mila imprese). Migliaia di posti di lavoro vengono persi (dall’inizio della crisi a oggi si calcola ne siano stati persi oltre 1 milione, un numero spaventoso).

Eppure negli ultimi anni nessuno  che si parli di destra, sinistra o qualche movimento pluristellato  ha fatto la sua parte perché questa situazione si risanasse. Nessuno ha dato sostegno alle imprese, in termini di agevolazioni fiscali e politiche industriali. E soprattutto nessuno ha ridato all’imprenditore quel ruolo sociale e quella dignità compromessi a causa di forze maggiori. Lo Stato ha  dopo anni  promesso di restituire i soldi spettanti alle aziende che hanno lavorato per la pubblica amministrazione: nel 2012 si trattava di ben 90 miliardi. Ma gli impegni presi si sono ancora una volta dimostrati vani: fino alla scorsa estate i miliardi materialmente restituiti erano appena 38,7 e così alcune delle imprese interessate (la Cgia stima addirittura la media di un’azienda su tre) hanno, nell’attesa, dichiarato fallimento.

Non è più possibile perciò rispettare uno Stato e una classe politica che non rispettano cittadini. Non è più possibile avere fiducia in una classe dirigente che obbliga gli imprenditori a fare sacrifici e mai sacrifica se stessa per il bene altrui. Nessuno come un imprenditore sa cosa siano la rinuncia, la fatica e la voglia di riscatto. Chi rimane incollato alla sua poltrona, e ed è disposto a vendersi l’anima per non perdere quel posto di privilegio, non sente certo il bisogno di dare una scossa al Paese; non ne capisce l’importanza, la necessità. L’eroe, al contrario, non è qualcuno che siede nella sua gabbia dorata e osserva stancamente il mondo che crolla attorno a lui. L’eroe è colui che, nonostante tutto, cerca fino all’ultimo di rimanere in piedi. Con la schiena dritta e lo sguardo fiero. L’imprenditore lo fa tutti i giorni, in una lotta titanica contro i Mostri del Fisco, della Burocrazia e della Casta perché crede nello sforzo individuale e nel lavoro costante per contribuire al cambiamento. Ma può farcela da solo?

Andrea Pasini >>>>



   

 

 

Commenti chiusi

ImolaOggi.it
è on line dal 1997 senza sponsor, banner pubblicitari o click bait.
Da Giugno 2015, per conservare autonomia e indipendenza, c’è bisogno anche del tuo contributo.

IBAN: IT78H0760105138288212688215

Donazione con PostePay
5333 1710 1181 9972
codice fiscale MNCRND56A30F717K

oppure fai una donazione con PayPal

Consigliati

Avvertimento al mondo: la follia degli USA e della NATO

Barack Obama, Anders Fogh RasmussenHerbert E. Meyer, un pazzo che per un periodo aveva  occupato il ruolo di assistente speciale del direttore della CIA durante l’amministrazione Reagan, ha scritto un articolo invitando all’assassinio del presidente russo Vladimir Putin. Se dobbiamo “farlo uscire dal Cremlino con i piedi in avanti e un foro di proiettile nella nuca, non avremmo problemi”.

Siamo in balia di criminali pronti a “schiacciarci” letteralmente per i loro interessi

merkel-draghi... ‘tu puoi mettere i tuoi piedi sul collo dei greci, se è quello che volete”. Ma dovete mandare un messaggio di rassicurazione all’Europa e al mondo che lo farete insieme e non divisi mentre date questa lezione ai greci.  Li schiacceremo’ era l’atteggiamento di tutti loro

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2016 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -