Siria, il Qatar ammette: non fu vera rivoluzione. Abbiamo guidato noi i “ribelli”

 

qatar

Capita che persino il Financial Times non faccia notizia. Capita quando la notizia pubblicata, seppur rilevante, contrasta troppo con la verità formale, quella verità (falsità, ndr) che i media mainstream hanno ripetuto per anni. Capita che la maggior parte dei media anziché riprendere con forza lo scoop e pretendere chiarimenti dai governi coinvolti, preferiscono ignorarlo; d’altronde sono talmente abituati al bombardamento dalla propaganda – sia esplicita sia subliminale – che quando viene a mancare l’enfasi provocata dagli spin doctor, si sentono smarriti; non scattano, preferiscono comunque seguire l’onda, dunque il silenzio.

Lo scoop è rappresentato dall’intervista all’ex primo ministro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Jassim Al Thani, nella quale rivela che la “rivoluzione” del 2011, che diede avvio alla guerra civile che dura fino ad oggi non fu propriamente spontanea.

Lo scoppio della crisi in Siria nel 2011 non fu una rivoluzione ma uno scontro politico internazionale

afferma l’ex premier (qui una breve sintesi) E ancora:

Non l’ho mai detto prima:quando abbiamo iniziato a interferire sulla scena politica siriana, eravamo sicuri che il Qatar avrebbe presto assunto la guida delle operazioni, in parte per la riluttanza dei sauditi a interferire in quel Paese. Poi però la situazione cambiò, la monarchia saudita decise di intervenire direttamente e ci chiese di sederci sul sedile posteriore. Questo portò a una competizione tra noi e loro

Com’è andata a finire lo sappiamo: l’interferenza di Qatar e sauditi – con il consenso degli Stati Uniti – è costata tra i 200 e i 400mila morti, la destabilizzazione di una regione e flussi di profughi verso l’Europa. Un disastro sotto ogni punto di vista. Un disastro generato non da una romantica rivolta popolare contro un dittatore, bensì dai giochi di potenze che, quanto ad autoritarismo, non hanno nulla da invidiare ad Assad.

Una storia molto diversa da quella raccontata dai media mainstream.

Marcello Foa  – – il Giornale



   

 

 

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