Senza lavoro stabile teme di perdere la figlia, uomo si impicca in casa

 

Camerota – Si è ucciso con un cappio al collo, sotto la tettoia dell’abitazione in cui viveva. Una morte atroce per un operaio originario della frazione Licusati che il prossimo 1° maggio avrebbe compiuto 60 anni. Non ce la faceva più ad andare avanti con il poco lavoro. E ad aggravare il suo stato d’animo anche la fine della relazione con una donna con la quale aveva avuto una bambina. Una figlia verso la quale si sentiva responsabile, soprattutto dal punto di vista economico. Col timore non poterla più vedere o aiutate. Soffriva per questa situazione, tanto che aveva chiesto aiuto in Comune, ad amici imprenditori, a semplici conoscenti. Ma niente da fare. E così il 60enne ha chiuso definitivamente i conti ieri mattina, pochi minuti dopo le 6. Si è alzato, ha indossato il vestito più bello e si è impiccato con una corda di nylon dinanzi al portone d’ingresso. Al collo anche un rosario e una foto della sua bambina. Ai suoi piedi, invece, una lunga lettera indirizzata ai familiari: «Scusatemi tutti, ma non ce la faccio più».

È stato un suo collega, alle 8 del mattino, a ritrovare il corpo ormai privo di vita. Si erano sentiti al telefono la sera prima. Dovevano uscire per raccogliere del ferro vecchio e altri materiali, per guadagnarsi la giornata. Ma ieri non è stato così. L’uomo, in un momento di solitudine, ha deciso di farla finita definitivamente.

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