L’Italia propone l’emissione di “bond comuni europei per l’immigrazione”

 

renzi-alfano

Bruxelles. – Un nuovo patto europeo per l’immigrazione, da finanziare con nuovi strumenti come l’emissione di “bond comuni europei per l’immigrazione”. E’ una delle proposte italiane contenute nel documento di lavoro inviato oggi ai presidenti di Commissione e Consiglio europeo, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, e che in forma separata verra’ poi inviato al presidente del Parlamento europeo e al governo olandese, che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue.

Tra i punti del piano, un vero e proprio “migration compact” o patto sull’immigrazione, si propone la creazione di speciali eurobond dedicati, oltre a speciali “Ue-Africa bond per favorire l’accesso dei Paesi africani ai mercati di capitale”, con la prospettiva di medio-lungo periodo di assicurare disponibilita’ di crescita e sviluppo, in base al principio per cui si garantiscono aiuti a chi aiuta a controllare i flussi. L’Italia ritiene infatti necessario investire nella parte esterna della politica Ue per affrontare la crisi dei migranti, e in particolare nel coinvolgimento dei Paesi di origine e transito. Serviranno fondi per sviluppare le infrastrutture giuridiche e fisiche che consentano rimpatri, ritorni, controlli alle frontiere, strutture di accoglienza. DI qui l’idea di titoli euro-africani a cui l’Italia pensa di affiancare “altre iniziative innovative di finanziamento in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (Bei) e le altre organizzazioni finanziarie europee ed internazionali”.

Nel documento inviato oggi l’Italia propone ancora una nuova fase della politica di sicurezza, chiedendo “nell’ambito delle politica comune” di compiere a un passo successivo verso la creazione di “gruppi regionali di missione” per la gestione dei flussi migratori che “hanno dimesione trans-frontaliera per definizione”.

Nel documento di lavoro si propone inoltre che l’Ue sostenga lo sviluppo di una “cooperazione per la riammissione tra Paesi terzi”. Infine il governo dedica una parte del patto sull’immigrazione alla Libia. Occorre in particolare prepararsi a “passare a nuove fasi e compiti” per quanto riguarda l’operazione navale Eunavfor Med, detta anche Sophia, per il controllo del traffico dei migranti in mare fuori dalle acque territoriali libiche, “quando ce ne saranno le condizioni”. (AGI)

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