Bruxelles, lo scenario da incubo: i terroristi puntavano alla “bomba sporca”

 

Dirty-Bombs

Centrali nucleari o “bomba sporca”? Quale era il reale obiettivo dei terroristi che hanno poi deciso di afferttare i tempi e colpire a Bruxelles dopo l’arresto di Salah? Sono i dubbi che gli stessi inquirenti cercano di chiarire in queste ore. Una cosa sarebbe confermata: ad undici persone che lavorano presso la centrale nucleare di Tihange in Belgio è stato ritirato il permesso di accedere all’impianto. Una decisione chiaramente collegata agli ultimi aggiornamenti sugli attentati, scrivono i media belgi. Secondo le Derniere Heure, infatti, i fratelli El Bakraoui, morti da kamikaze all’aeroporto e nella metropolitana, avevano come obiettivo le centrali nucleari del Belgio.

L’ISIS e la minaccia di attentati terroristici “sporchi”, il pericolo è reale

PERMESSI RITIRATI – Sette permessi a dipendenti della centrale erano stati ritirati dopo la sparatoria nell’appartamento di Forest. E dopo gli attentati di martedì altre quattro persone sono state interdette. In occasione della sparatoria nel quartiere di Forest erano emersi i nomi dei due fratelli El Bakraoui, uno dei quali aveva affittato la casa, in cui erano state trovate le impronte di Salah Abdeslam, il kamikaze mancato di Parigi.

SI SAPEVA DA TEMPO – Secondo le informazioni di Dh, Ibrahim e Khalid El Bakraoui avevano piazzato una macchina fotografica nascosta davanti alla casa del direttore di un programma di ricerca e sviluppo nucleare. Un video della durata di oltre 10 ore, contenuto nella fotocamera, era stato recuperato in una successiva perquisizione a dicembre, in occasione dell’arresto di Mohamed Bakkal, sospettato per gli attacchi a Parigi del 13 novembre. Il ritrovamento di questo video, con le potenziali implicazioni che ora emergono, ha portato al rafforzamento generale delle misure di sicurezza delle centrali atomiche, in particolare con il dispiegamento di quasi 150 militari.

BOMBA SPORCA – Il video sui movimenti dell’ingegnere ha fatto ipotizzare anche un altro scenario, altrettanto da incubo: fonti di polizia hanno sostenuto che i terroristi volevano prendere in ostaggio la famiglia di questo scienziato e costringerlo a rubare materiali radioattivi, con l’obiettivo di produrre una bomba sporca. L’idea di una bomba sporca – ovvero di un ordigno composto da un mix di sostanze radioattive ed esplosivo convenzionale – è da tempo l’incubo dei servizi di sicurezza di mezzo mondo.

CENTRALE NUCLEARE – Per i media locali è chiaro che l’arresto di Salah Abdeslam e del suo complice Choukri a Molenbeek, ha fatto accelerare i piani della cellula terroristica che ha dovuto quindi abbandonare uno dei suoi primi obiettivi: il sistema nucleare belga, in un modo o nell’altro. “Ora sappiamo dove volevano arrivare. La situazione è precipitata e si sono sentiti sotto pressione – ha rivelato una fonte della polizia – hanno dovuto optare per l’obiettivo più facile”. Secondo varie indiscrezioni, il commando terroristico intendeva entrare in azione durante le prossime festività, il giorno di Pasquetta. Già venerdì scorso, dopo l’arresto di Abdeslam, la sicurezza alla centrale di Tihange era stata aumentata con personale militare.

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