Aveva 3000 dosi di cocaina. Assolto perché “troppo ricco per essere spacciatore”

 

Aveva un precedente per detenzione e spaccio di una modica quantità di stupefacenti nel 1996. Perciò il 21 febbraio 2015 la Guardia di Finanza, dopo averlo fermato per un controllo, perquisì la sua auto e vi trovò 12 involucri di cellophane che racchiudevano 597,6 grammi di polvere contenenti cocaina pura per 471 grammi, corrispondenti a 3.144 dosi medie giornaliere. Lo stupefacente doveva essergli costato non meno di 30mila euro. Arrestato per detenzione a fini di spaccio, l’uomo è stato processato in abbreviato. E assolto. Lo scrive la Repubblica (http://www.repubblica.it/cronaca/2016/03/24/news/droga_spaccio_assoluzione-136189667/)

“Se si esclude l’elemento del quantitativo detenuto – ha scritto in sentenza il giudice Paola Belsito – assolutamente nulla negli atti di causa permette di affermare che detenesse per spacciare”. Richiamandosi alla Cassazione, secondo cui il possesso di droga in quantità superiore ai limiti massimi consentiti non costituisce prova decisiva della destinazione della sostanza allo spaccio, il giudice ha ritenuto che l’imputato, 42 anni, forte consumatore di cocaina e molto benestante, avesse comprato quelle migliaia di dosi per farne una provvista per suo uso personale. ASSOLTO



   

 

 

1 Commento per “Aveva 3000 dosi di cocaina. Assolto perché “troppo ricco per essere spacciatore””

  1. Non era uno spacciatore al minuto, ma all’ingrosso! Chi è ricco, riesce a vincere le cause, anche se commette reati; quando trovano i polli da spennare, gli avvocati si impegnano molto e riescono anche a prendere in giro i giudici. Non li chiamavano “azzeccagarbugli”? Al suo posto, ci fosse stato un indigente ammesso al gratuito patrocinio, la causa l’avrebbe persa. La legge, non è uguale per tutti, vince chi può spendere di più.

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