Borsa, fusione tra Londra e Francoforte: prima al mondo per ricavi e dipendenti

 

 

É una fusione da record – per capitale netto, totale dei ricavi e numero di dipendenti – quella tra le società di gestione delle Borse di Francoforte e Londra (primo azionista di London Stock Exchange - e dunque di Piazza Affari che dal 2007 fa parte del gruppo Lse – è il Qatar con il 10% del capitale ).

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Dai dati forniti dall’Ufficio Studi di Mediobanca, emerge un vero colosso capace di competere a livello dimensionale con le massime piazze finanziarie internazionali. Osservando i bilanci consolidati di Deutsche Boerse e del London Stock Exchange (Lse) relativi al 2014 (per Londra si tratta di un esercizio di soli 9 mesi) si evince che i ricavi totali sono pari a circa 3,7 miliardi di euro (4,1 con il dato del Lse riferito all’intero 2014), di cui 2,37 miliardi di euro per la piazza tedesca, il che nel confronto tra le principali società di gestione dei mercati azionari colloca il nuovo gruppo al primo posto.

Le nozze tra Lse e Francoforte premiano anche sul fronte del capitale netto che sfiora i 6,7 miliardi, di cui 3,24 miliardi è il peso londinese. Anche in questo caso nel confronto globale si tratta di un primato, osservando i dati forniti dall’Ufficio Studi di Mediobanca. L’accordo siglato vede le due borse sul primo gradino del podio anche in termini di dipendenti, oltre 9mila di cui 4.692 per il gruppo londinese (di cui un decimo circa riconducibili al gruppo Borsa italiana) e 4.540 per quello tedesco. E non ci sono concorrenti che possano reggere il passo neppure se si valuta il margine operativo netto, pari a oltre 1,4 miliardi di euro, se si sommano le due capitali europee.

Con Deutsche Boerse il London Stock Exchange sopravanza Tokyo e Shanghai a livello di capitalizzazione di Borsa delle società nazionali quotate (circa 5.100 miliardi di euro a fine 2015), rimanendo alle spalle del Nasdaq (6.700 miliardi di euro) e ben distante dal Nyse (16.300 miliardi di euro). La Borsa di Londra ha una proiezione internazionale paragonabile a quella del Nyse, se si guarda ai controvalori azionari trattati, e la fusione con Francoforte rende il duo un player importante a livello globale senza rivali dal punto di vista della grandezza. Un’opportunità per la Borsa Italiana in termini di economie di scala, ma il rischio è anche che Piazza Affari diventi sempre meno protagonista a livello internazionale.

I dettagli della fusione alla pari. I l “combined value” della nuova società sarà di 21 miliardi di sterline (circa 26 miliardi di euro) e dalle possibili sinergie ci si attendono risparmi per 450 milioni di euro l’anno, a partire dal terzo anno dall’integrazione. Un colosso su cui incombe il rischio Brexit e l’Antitrust europeo. La fusione sarà realizzata attraverso la creazione di una holding in Gran Bretagna, che acquisirà il gruppo Lse.

Gli azionisti ‘inglesi’ riceveranno 0,4421 nuove azioni della holding per ogni azione che possiedono. Al termine dell’operazione i soci della borsa di Francoforte avranno il 54,4% del nuovo gruppo e gli azionisti della borsa di Londra il 45,6%. Il presidente di Lse, Donald Brydon, sarà presidente del nuovo gruppo, l’amministratore delegato di Deutsche Boerse, Carsten Kengeter, sarà l’ad, mentre l’attuale ad di Lse, Xavier Rolet, lascerà il gruppo. Il gruppo manterrà le sedi a Londra e Francoforte e nel consiglio di amministrazione la rappresentanza sarà uguale.

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